Green

È possibile far nascere una foresta in tre anni?

Alessandra Buscemi
25 dicembre 2015

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Si chiama Shubhendu Sharma, ed è un giovane ingegnere indiano. La sua missione è una, semplice eppure estremamente nobile e importante, in un momento storico in cui l’ambiente naturale è fortemente danneggiato e il verde subisce quotidianamente attacchi in ogni angolo del pianeta: creare foreste per riportare il verde in angoli spogli e abbandonati.
Nel corso dei secoli non si contano le foreste e i polmoni verdi distrutti da industrializzazione e crescita dei centri urbani. Afforest, giovane società capitanata da Sharma, ritiene tuttavia che il danno sia ancora arginabile e si propone di riforestare zone anche limitate in superficie, con un tasso di crescita degli arbusti che è il 10% più veloce e il 30% più denso di quello associato a una normale area verde.

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Dal 2011 sono stati piantati più di 80.000 alberi, dopo aver studiato i terreni di destinazione per individuare gli arbusti più adatti e nativi. L’obiettivo è anche quello di diversificare quanto più possibile la scelta delle specie verdi, tenendo presente le caratteristiche del suolo. Solitamente gli alberi vengono posizionati molto vicini tra loro, per creare sostegno reciproco e in soli 3 anni il nuovo ecosistema creato si assesta e dunque continuerà la sua evoluzione senza bisogno di intervento.

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Tra gli ultimi progetti, negli Stati Uniti, sono stati piantati lo scorso settembre 600 alberi in 200 metri quadri. Per dare un’idea più precisa, in uno spazio occupato da sei macchine si potrebbe creare una foresta di 300 alberi. Il costo? Basso come quello per uno smartphone.
Cosi Afforest, progetto innovativo e open source, è pronto per conquistare il mondo e riportare polmoni verdi negli angoli più impensabili e abbandonati.


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