Il mio punto di vista

Ecco a voi le super mamme Giovanna Rovati Baroni e Laura Gozzi

Gabriella Magnoni Dompé
14 ottobre 2012

Care lettrici,
benvenute nel mio salotto: benvenute alla quarta puntata di “Mamme in carriera”, andata in onda il 10 ottobre su Easybaby, canale 137 di Sky.
Il nostro appuntamento di oggi è dedicato al rientro nel mondo del lavoro dopo la gravidanza. Ho deciso di parlarne con Giovanna Rovati Baroni, medico chirurgo pediatra, nonché mamma di due ragazzi ormai grandi, e con Laura Gozzi, anche lei mamma di due splendidi bimbi e impegnatissima baby photographer.

 

Ecco cosa è successo durante la nostra chiacchierata:

Tornare in carreggiata dopo il parto non è facile, è un momento delicato che va affrontato positivamente e senza rimpianti.
Giovanna mi racconta di aver ripreso a lavorare quasi subito dopo la nascita di Vittorio: faceva ancora la scuola di specializzazione e dunque non poteva perdere tempo prezioso; all’epoca infatti non esistevano aspettative per le giovani dottoresse e tutto ciò che avrebbe perso sarebbe stata esperienza sul campo che non avrebbe più potuto ricolmare in altri momenti. “Fagottino o no, in sette giorni ero di nuovo in corsia: prendere o lasciare”.
Le cose oggi sono cambiate. Sempre più spesso le mamme tendono a usufruire dei mesi di aspettativa concessi loro. E anche la nostra amica pediatra ci conferma che molte tra le sue pazienti, inizialmente desiderose di tornare freneticamente al lavoro, al momento di rimettersi effettivamente in pista si rendono conto che il loro desiderio più grande è quello di rimanere con i bebè.
Laura, invece, non è stata altrettanto fortunata: su due piedi si è vista negare il rinnovo del contratto di lavoro. Una testimonianza drammaticamente attuale, la sua, soprattutto in questo momento specifico: “Magari avessi potuto prendere l’aspettativa, come fanno in tante!” esclama con un’inconfondibile cadenza romana, e poi continua “Ero a casa e cercavo lavoro, ma non era un’impresa facile: essere una neo mamma, dover combattere quotidianamente con tutte le difficoltà giornaliere che avere un bimbo così piccolo comporta, e in più cercare lavoro è davvero difficile. Alla fine, dopo ben undici mesi sono finalmente stata assunta da una multinazionale… ma quando sono rimasta incinta per la seconda volta, mi sono ritrovata nella situazione di partenza”.

 

L’organizzazione quotidiana di una neo mamma che è anche una donna in carriera – o che, peggio, è alla forsennata ricerca di un nuovo impiego – è un problema davvero non da poco.
Per la nostra pediatra il tutto è stato reso ancor più complicato dall’assenza di strutture come il nido, all’epoca poco diffusi e comunque assenti dalla mentalità familiare. Così è stato necessario l’intervento salvifico di nonna, sorella e di chiunque si rendesse disponibile nella gestione della quotidianità del piccolo. Di fatto, come abbiamo già più volte ripetuto, l’organizzazione è fondamentale: avere dei punti fermi, sapere di preciso ciò che è necessario fare nell’arco della giornata aiuta a risparmiare tempo prezioso ed energie. E non solo è utile a noi mamme, ma anche per i piccoli, che nei primi mesi di vita hanno bisogno di ritmi metodici e regolare. Insomma, bisogna imparare a fare i puzzle e ad incastrare tutto, anche le pause di relax.
Per Laura questo momento arriva la sera: dopo una giornata super programmata – in fretta e furia a combattere il traffico di Roma -, il dopo cena è il momento della ninnananna tutti assieme. Al contrario, Giovanna ricorda con dolcezza quando al mattino si ritagliava un istante tutto per se, incantata a guardare il suo piccolo addormentato nella culla. Dopodiché si ripartiva con un tabella di marcia quasi aziendale, con ritmi serratissimi, tra allattamento, biberon, telefonate, spesa, commissioni…
Dal canto mio, mi sa proprio che dovrò mettere in pratica questa bella abitudine: lasciare da parte l’assillo del caffè e dei vestitini da preparare per la giornata, concedermi un po’ di tranquillità, di coccole e sorrisi tra me e mia figlia.

 

Dato che entrambe le mamme in carriera ospiti oggi hanno avuto due gravidanze, sono davvero curiosa di sapere come è stato questo secondo rientro nel mondo professionale.
Laura, come dicevamo prima, ha dovuto fare delle rinunce: ha perso il lavoro. Ma non tutti i mali vengono per nuocere; stare a casa infatti si è trasformato in un’opportunità meravigliosa. Grazie alla sua forza d’animo la nostra amica è stata capace di reinventarsi e di imbarcarsi in una nuova avventura professionale. La nascita del secondo figlio – mi dice – le ha dato l’imput per creare un lavoro nato quasi per caso: faceva le foto ai suoi due bimbi e spinta dalle persone che le stavano intorno ha deciso di farne una professione. Dopo tanta fatica, diversi corsi di fotografia e molta tenacia Laura ha dato vita all’occupazione dei suoi sogni, la baby photographer! “Ora mi sento pienamente realizzata e sono felice di poter conciliare l’esperienza di mamma con quella di fotografa: posso stare in famiglia e dedicarmi ai bambini. Spesso lavoro nel weekend ma trovo sempre il tempo di trascorrere dei momenti felici in famiglia; del resto l’importante non è tanto la quantità ma la qualità”.
Per Giovanna, invece, l’arrivo del secondo figlio ha determinato una riorganizzazione totale dei suoi ritmi: si è avvalsa dell’aiuto di un’ottima tata, professionalissima e capace – tra l’altro selezionata tra mille difficoltà. Mi racconta di essere stata molto aiutata anche alla sua maestra in Medicina e Pediatria, che l’ha fatta crescere sia a livello professionale che umano, aiutandola e consigliandola al meglio, anche grazie alla sua esperienza di madre di ben quattro figli. Forte dei preziosi insegnamenti della sua mentore, oltre che ormai della sua esperienza in prima persona, mi confida che secondo lei il segreto sta tutto nel seguire i propri desideri di donna, oltre che di madre: come spesso abbiamo già detto qui a “Mamme in carriera”, una donna realizzata è sicuramente una mamma più felice e più attenta. Certo, quando sono piccoli è l’organizzazione la vera bacchetta magica che fa quadrare tutto. Ma quando poi crescono e diventano più autonomi, allora le cose cambiano, e bisogna far capire ai nostri figli che la famiglia è un punto di appoggio, di comunicazione di dialogo e di confronto. Così anche noi cresciamo con loro…

 

E con queste riflessioni di cui far tesoro vi lascio, donandovi ormai come da tradizione una rosa virtuale in onore della mia Rosyana. Alla prossima puntata mie care, e non dimenticatevi di scrivermi le vostre opinioni e le vostre richieste!

 

Gabriella Magnoni Dompé

 

 

 

A cura di Virginia Grassi