Il mio punto di vista

Ecco a voi le super mamme Simona Capria e Raffaella Colombo

Gabriella Magnoni Dompé
7 ottobre 2012

Mie care mamme lavoratrici benvenute!

Eccoci ancora qui per il nostro settimanale appuntamento con Mamme in Carriera – in onda il 3 ottobre su Easybaby, canale 137 di Sky -, piccoli e grandi problemi dell’essere mamme oggi.
Via a tutti i dettagli di questa stimolante puntata dedicata al tema della gravidanza, grazie a due ospiti d’eccezione:
Simona Capria è un’affermata consulente pedagogica, che ha collaborato con Verissimo, ha scritto il bestseller “Una tata per amica” ed è tuttora coordinatrice dell’asilo nido “Il sogno” a San Zenone al Lambro.
Raffaella Colombo, imprenditrice a tutto tondo, è invece una green designer, crea cioè dei bijoux da materiale riciclato, e nel 1996 ha creato Italia Servizi, una società che organizza eventi e che ha contribuito alla realizzazione del padiglione dell’Italia all’Expo di Shanghai.

Come venga vissuta la gravidanza da noi mamme, soprattutto in relazione al lavoro, è un argomento assai delicato e ricco di interesse.
Simona mi racconta che ha avuto la fortuna di potersi godere questo momento in piena tranquillità, avendo anzi la possibilità di esprimere appieno le sue capacità creative mentre aspettava Gaia. Certo, all’inizio c’era la paura di non riuscire a portare a termine tutti i progetti lavorativi. Del resto – mi confessa – la gravidanza è prima di tutto un grosso punto di domanda. Simona ha quindi voluto far fronte all’imprevedibile pianificando tutto meticolosamente, giorno per giorno, potendo così gestire al meglio sia il tenerissimo disagio di dover andare in giro col pancione, che tutte le incombenze legate alla sua professione.
E’ sempre riuscita a mantenersi tranquilla e solare, e a lavorare fino all’ultimo, nonostante abbia avuto un parto naturale e dunque non programmato. Questo anche grazie al suo lavoro indipendente, che l’ha resa autonoma nel ritagliarsi i suoi spazi. Ma va ricordato che l’essere delle libere professioniste è un privilegio che non tutte le mamme hanno. E’ vero, la gravidanza non va certo vissuta come una malattia, non è necessario rintanarsi in casa, ed è bene continuare a realizzarsi nel lavoro e nella vita sociale; d’altra parte però non bisogna nemmeno sentirsi in colpa quando si è costrette a farsi da parte, perchè la propria salute e quella dei nostri bambini devono essere sempre in primo piano.

Anche Raffaella ha avuto la possibilità di lavorare fino all’ultimo momento: grazie al cesareo è potuta rimanere in ufficio, beata e serena, fino alle 8 della sera prima! All’inizio è stata una vera esplosione di gioia – mi racconta –  e solo dopo ha cominciato a concretizzarsi l’idea che, dopo tanta attesa, il grande momento era arrivato, e bisognava rimboccarsi le maniche. Come tutte noi ha dovuto organizzarsi, e lo ha fatto in maniera brillante: ha scelto di “portarsi i compiti a casa” collegandosi al server dell’ufficio, prendendo cioè quella che lei chiama “una sorta di aspettativa indipendente guidata”. E io che credevo di essere l’unica ad essere tornata subito al lavoro dopo il parto!

Di fatto in Italia sono 5 i mesi di aspettativa che le neomamme possono concedersi. Ma c’è da dire che lo stesso periodo, ma di 3 mesi, esiste anche in alcuni contratti per i papà. Questa pratica è decisamente più legata al mondo anglosassone, tuttavia non sarebbe affatto una cattiva idea cominciare ad adottarla più spesso anche qui: sentirsi sollevate almeno in parte dalle preoccupazioni di tutti i giorni grazie all’aiuto del compagno non solo fa bene alla coppia, permettendo alle mamme di vivere meglio e di sentirsi più soddisfatte, ma aiuta anche i bimbi stessi a crescere meglio e con più stimoli.
Per fortuna qualche caso isolato c’è: Raffaella ci racconta di un super papà che, da quando sono nati i suoi bimbi, ha deciso di farsi carico di tutti quelle attività che solitamente è una mamma a svolgere, permettendo così alla moglie di lavorare in piena tranquillità. E ora, anche se i bambini sono più grandi, li accompagna dagli amichetti e a fare sport, fa loro la merenda e li va a prendere a scuola. Finalmente anche i nostri uomini hanno imparato ad essere dei papà a tutto tondo!

E dopo una buona notizia per il futuro, qualche piccolo segreto per il presente: Simona mi spiega che il suo trucco è cercare il più possibile di pensare positivo e avere sin da subito l’idea che si riuscirà ad incastrare tutto – bimbi, marito, amici, lavoro, genitori, e sì, anche qualche momento di relax. Niente ansia inutile dunque! Ottimo metodo anche quello di Raffaella: ritagliarsi degli spazi unici con il piccolo. Una necessità, questa, che ha fatto in modo che un hobby si trasformasse in un vero lavoro, cioè la creazione di bellissimi bijoux fatti di materiali riciclati. Così Guido può aiutare la sua mamma ed essere fiero di un lavoro a cui partecipa…e intanto comincia ad imparare cos’è il rispetto per l’ambiente!

Con la mia tradizionale rosa – in questo caso virtuale – vi saluto e vi aspetto alla settimana prossima. Non dimenticatevi di scrivermi!

La vostra Gabriella Magnoni Dompé

 

 

A cura di Virginia Grassi