Lifestyle 2

Eco-epifanie

Claudia Alongi
23 ottobre 2012

Carta-Legno-Cartone! No, non si tratta di una nuova versione della Morra Cinese, ma di un imperativo del design eco-orientato.
La natura si è fatta oggetto e ispirazione. L’albero (con i suoi derivati) è protagonista di soluzioni e proposte assolutamente “green”.
Eccone una carrellata.

Dalla Terra Dei Canguri arriva il curioso (e totalmente eco-compatibile) Paperpedic Bed, del gruppo Karton. Un letto progettato assemblando comuni pannelli di cartone per imballaggio che al contrario di quanto si possa pensare, conferiscono solidità alla struttura.
In cartone ondulato, anche la Ecochair di DesignGroup5, una poltroncina multifunzionale e camaleontica che può diventare chaise longue o, addirittura, letto.
Più sfiziosa la seduta in microfibra Bloom di Kenneth Cobonpue. Dai colori energici e squisitamente plissettata, la cui forma s’ispira alla corolla dei fiori.
E cosa dire poi della Soft Rocker di Sheila Kennedy? Una sedia a dondolo da giardino in legno e silicio che cela una vera e propria unità fotovoltaica. L’energia solare è immagazzinata durante la giornata e rilasciata semplicemente quando ci si distende. Basta collegare, con un cavo Usb, i nostri apparecchi elettronici e il gioco è fatto: energia pulita express!
Nell’oggettistica nostrana, fiore all’occhiello è il giovane designer Eduardo Alessi che, con i suoi gadget Eco Diy, (ognuno con la forma di un animale in via d’estinzione) porta avanti l’idea di ri-ciclo creativo coniugato a intenti di sensibilizzazione ambientale.
A proposito di ‘fiori all’occhiello’ c’è chi, negli Stati Uniti, ha preso in parola la massima, e ha realizzato la serie Wearable Planters. Si tratta di piantine vere in minuscoli vasi indossabili come spille, ma anche ciondoli, orecchini o anelli.
In tempi di “inattività digitale”, arriva poi Biome, il giardino intelligente in miniatura per riscoprire il nostro pollice verde, senza muovere un dito. Anzi, basta muovere solo quello. Infatti, come un novello tamagotchi, è dotato d’illuminazione a basso consumo energetico e di sensori collegabili al nostro smartphone tramite il quale possiamo controllare clima interno, livello d’acqua e sostanze nutritive.
Un’altra eco-stravaganza ci è servita da due giovani universitari (Nien Lam e Sue Ngo) con la “Warning Signs”. La prima tee shirt che (grazie ai micro sensori inseriti nelle fibre di tessuto) cambia colore quando nell’aria c’è un’alta concentrazione di monossido di carbonio.
Chi, invece, si trova a passeggio nel cuore di Berlino può inciampare nell’insolita e accattivante “Book Forest”. Qui il legno reinterpreta se stesso attraverso l’esperienza del bookcrossing. Un piccolo viale alberato in cui i tronchi, scavati all’interno e dotati di sportelli, custodiscono libri che chiunque può prendere o lasciare.
Scaffali a cielo aperto a disposizione dei passanti e monito celato contro lo sfruttamento delle foreste per la produzione di carta.

Segnalo, infine, che il quartiere fieristico di Bologna, dal 18 al 21 ottobre, ha ospitato il SAIE Green Habitat, un percorso espositivo con spazi dedicati all’energia rinnovabile e alla sostenibilità ambientale, applicati all’edilizia e al design.

Claudia Alongi


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