Arte

Epoca Fiorucci: 6 buoni motivi per visitare la mostra dell’Angelo della moda

Martina D'Amelio
25 giugno 2018

Elio Fiorucci nel suo ufficio nel 2004

La Fondazione Musei Civici di Venezia presenta la mostra “Epoca Fiorucci” dedicata alla figura dell’indimenticato creativo milanese. Un mito a cavallo degli anni Settanta, Ottanta e Novanta che oggi, a distanza di tre anni dalla morte, risorge negli spazi espositivi di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna a Venezia, proponendo al pubblico un’inedita visione della sua espressione artistica. Siete anche voi dei nostalgici del Fiorucci style? Vi forniamo 6 buoni motivi per andare a visitarla.

1| Un dialogo tra moda e cultura. Fino al 6 gennaio 2019 va in scena una rassegna incentrata sulla pirotecnica creatività di Elio Fiorucci, il “paladino della moda democratica” scomparso nel 2015. Figlio di un commerciante di calzature, alla fine degli anni Sessanta portò a Milano lo spirito libero e trasgressivo della Swinging London con proposte sempre all’avanguardia. Le sue creazioni, unite alla passione per l’arte e l’architettura contemporanea, sono i veri protagonisti della rassegna, curata da Gabriella Belli, Aldo Colonetti ed Elisabetta Barisoni, con la collaborazione di Studio Baldessari e Baldessari e Floria Fiorucci Archivio Fiorucci e la consulenza creativa e artistica di Franco Marabelli. Un “grande mercato delle idee e delle cose” che si propone di ripercorrere tutta la sua straordinaria biografia, con un’antologia unica di prodotti, oggetti, manifesti, documentazione di eventi, oltre che un focus sui suoi celebri negozi e sulle personalità che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e conoscerlo.

Fiorucci DXing, Disco Look, 1975

2| Lo scopo della mostra. L’exhibition si pone come un’occasione unica per studiare non solo uno stile originale, ma anche un modo del tutto nuovo di progettare la moda, la sua vendita e la sua distribuzione: quello inventato da Elio Fiorucci, che vede la compresenza di diverse forme, dagli abiti, agli accessori e alle minutaglie che popolavano i suoi store, perfetta rappresentazione di un’epoca in totale subbuglio. Un “caos ordinato”, un manifesto della sua intraprendenza nei diversi campi, capace di formare il gusto di almeno due generazioni di giovani. Elio Fiorucci, “l’uomo che ha distrutto la moda”, come lo descriveva Enzo Biagi, ne ha rifondato il senso, trasferendone la ragion d’essere dalla forma al contenuto, dal valore economico a quello identitario: la mostra Epoca Fiorucci ha l’ambizione di storicizzare tutto questo (come sottolinea la curatrice Gabriella Belli).

Uno scorcio dell’allestimento della mostra a Venezia

3| I successi retail. La celebrazione dei mitici negozi Fiorucci è parte integrante della mostra – dal primo in Galleria Passarella a Milano, disegnato da Amalia Del Ponte e risalente al 1967, fino a quello del ’76 sulla 59th Avenue di New York, che ha visto avvicendarsi Andy Warhol, Truman Capote e una giovanissima Madonna. La mostra racconta persino il celebre restyling del 1983 dello store di Milano a opera di Keith Haring. Gli arredi del negozio di Venezia ricreano, nella sala “Fiorucci e gli architetti”, l’atmosfera dei punti vendita del marchio diffusi a livello internazionale e progettati da Sottass Associati, Aldo Cibic e Michele De Lucchi. “In fondo sono un commerciante che ha avuto l’umiltà di guardare con attenzione alla vita, ai comportamenti”, aveva dichiarato in un’intervista rilasciata a Guido Vergani.

Attilio Concari, Neon Flowers, 1974

4| I trend. “Epoca Fiorucci” si pone di ricordare i più grandi successi di Elio sul campo creativo. Al motto di “Liberi tutti”, la rassegna punta l’attenzione sulla rivoluzione denim, poiché Fiorucci rese i jeans un capo sexy e seducente grazie alla combinazione con la Lycra; e poi i pantaloni dorati in lamé e il bikini, l’utilizzo del latex per abiti ed accessori e la collezione con l’innovativo tessuto carta Tyvek. Sui tavoli della mostra con affaccio sul Canal Grande sono raccolti gli oggetti, i capi e gli accessori più vari prodotti e venduti da Fiorucci in tutto il mondo, per oltre trent’anni. Un viaggio nel tempo dalla Love Therapy ai mitici Fiorucci Angels, dai jeans Appaloosa alle scatole di latta.

Moshe Brakha, styling by Maripol, Manifesto Fiorucci Metalflex, 1978

5| Il mito un’epoca. L’avventura di Fiorucci nelle sale di Cà Pesaro è ricostruita anche con uno sguardo che va oltre il suo operato e sfocia nella ricostruzione un’epoca, per mettere in luce un arcipelago di legami, relazioni e di esperienze uniche. Come lui stesso scriveva, “per cercare idee nuove e progettare, è necessario guardare gli altri, andare al di là delle apparenze, leggere tra le righe dei linguaggi, non solo della moda, ma soprattutto della vita quotidiana”. Non poteva mancare quindi all’interno della rassegna una divagazione sull’amicizia di una vita dello stilista con Oliviero Toscani e la frequentazione della collega Vivienne Westwood. La sala “Elio e il suo mondo” ripropone il suo universo creativo attraverso immagini e ricordi delle persone che hanno lavorato con lui.

Uno scorcio dell’allestimento della mostra a Venezia

6| Il catalogo. Epoca Fiorucci è accompagnata da un catalogo che presenta contributi critici e tantissime testimonianze dirette di coloro che hanno collaborato con lo stilista, da Gillo Dorfles a Oliviero Toscani, da Michele De Lucchi a Giusi Ferré. Il volume da collezione per tutti gli amanti del brand e dello stilista è edito da Consorzio Museum Musei con progetto grafico e impaginazione di Sebastiano Girardi e Matteo Rosso.

 

Epoca Fiorucci
Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna Santa Croce
23 Giugno 2018 – 6 Gennaio 2019
Orari: fino al 31 ottobre 10.00 – 18.00 /dal 1 novembre 10.00 – 17.00 / Chiuso il lunedì


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