Green

Eppur si muove: il decalogo verde degli Stati Generali della Green Economy

Marco Pupeschi
8 dicembre 2017

Gli Stati Generali della Green Economy si sono tenuti anche quest’anno a Rimini dal 7 al 10 novembre. In Italia le aziende che hanno la green economy come punto di riferimento sono quasi 400mila, con un giro di affari che si avvicina ai 200miliardi di euro. È uno dei pochi settori industriali in Italia che genera nuova occupazione e il trend positivo non sembra volersi esaurire.

Non deve sorprendere dunque se l’interesse per questa manifestazione organizzata da “Italian Exhibition Group” sia in costante crescita e, forte dell’interesse generato, il Consiglio Nazionale della Green Economy ha voluto far sentire la sua voce. Ha presentato un decalogo verde per tracciare la road map che guiderà l’Italia nella transizione alla Green Economy. Della serie: indignarsi per i pesticidi che troviamo nei nostri alimenti è sacrosanto, ma essere propositivi è meglio.

Con questo decalogo il Consiglio chiede (fra le altre cose) a chi ci governa di rinnovare il sistema energetico, facendo leva sulle rinnovabili ma anche sull’efficienza.  Anche il punto tre è piuttosto significativo: esorta ad incentivare la riduzione della produzione di rifiuti, migliorare la riciclabilità dei prodotti e rendere residuali inceneritori e discariche.

Al punto sei troviamo invece un principio che dovrebbe essere inserito nella Costituzione: si chiede di assicurare lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, tutelando il suolo agricolo e l’agricoltura italiana, ovvero quella orientata alla qualità e alla sicurezza.

Fossero recepite anche solo queste tre proposte, saremmo soddisfatti: occupazione, sviluppo e progresso non sono un sogno, con la Green Economy si possono realizzare.


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