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Eppur si muove: la Food Policy a Milano

Marco Pupeschi
20 aprile 2018

È dal 2014 che il Comune di Milano ha deciso di dotarsi di una Food Policy, esattamente come hanno già fatto grandi metropoli come New York, Melbourne e Londra. La distribuzione del cibo che sfama gli abitanti di una città è una questione complessa. Il cibo non si produce in città ma in campagna, tra qualche decina di anni il 60% della popolazione mondiale vivrà in un’area urbana. Ecco allora che si rendono necessari una serie di provvedimenti che organizzino il rapporto della città con l’alimentazione. La sfida non è da sottovalutare perché necessita di uno sviluppo urbanistico razionale e di mezzi di trasporto efficienti. A questo si aggiungono le problematiche dei servizi idrici e fognari oltre alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. Se oggi la giunta milanese può vantarsi di essere la prima grande città italiana ad applicare la legge Gadda (166/2016) sugli sprechi alimentari, non è un caso. La legge Gadda offre la possibilità di risparmiare il 20% della tassa dei rifiuti (TARI) a ristoranti, supermercati, negozi, bar, banche dei mercati che sapranno presentare un “progetto di donazione” delle proprie eccedenze alle onlus.


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