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Estetica “Camp”: 10+1 articoli fashion tra stravaganza e kitsch

Luca Antonio Dondi
3 Maggio 2019

Ispirandosi al pamphlet di Susan Sontag “Notes on Camp”, questa stagione la mostra più glamour dell’anno parla di stravaganza, eccesso, massimalismo, eccentricità e kitsch: il “cattivo gusto” torna di moda e va in mostra al Metropolitan Museum di New York, oltre a sbarcare – di nuovo – nel vostro guardaroba.

Ma cosa s’intende per stile Camp esattamente? Semplice: tutto ciò che non è sobrio, banale, cupo, triste, monotono ma che infonde allegria, colore, vivacità, gioia e ilarità può essere definito Camp. Susan Sontag etichetta come Camp, ad esempio, le lampade in stile Tiffany, i ghirigori Art Nouveau, gli edifici di Gaudì, Il Lago dei Cigni e i quadri Pre-Raffaeliti. Secondo l’intellettuale statunitense, la nascita del fenomeno poi reso noto sotto il nome di Camp risale al XVII e XVIII secolo, ai tempi di Versailles, del Gotico e del Rococò. Ed infatti, a detta della stessa Anna Wintour, fondatrice e curatrice dell’annuale mostra, le creazioni che saranno esposte tra le sale del Met vanno proprio “from Sun King to Drag Queens”.

Sulla scia di questo fenomeno dell’overdressing, le collezioni primavera-estate 2019 eccedono – è il caso di dirlo – di capi esuberanti, accessori ironici, pezzi insoliti, originali, vistosi. In passerella (e in mostra) trionfano il mix & match azzardato di Alessandro Michele per Gucci, l’ilarità senza freni di Jeremy Scott per Moschino, il massimalismo di Dolce & Gabbana e il pop 2.0 di Virgil Abloh per Off-White.

Una serie di articoli decisamente statement con cui è impossibile passare inosservati. E per prepararsi alla parata di vip nelle vesti più bizzarre in occasione del prossimo Met Gala, ecco una gallery con alcuni spunti campy se avete voglia di gettarvi in un acquisto folle per rivitalizzare il vostro guardaroba. Ma prima di giudicare ricordate: “it’s good because it’s awful”, parola di Susan Sontag.