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Fabrizio Borraccino: “La mia cucina al Four Seasons Hotel di Milano”

Giorgia Giuliano
26 Giugno 2019

Proprio durante un 2019 appena nato Fabrizio Borraccino rinasce e diventa Executive Chef del Four Seasons Hotel di Milano. Un ingresso a cinque stelle ma nessuna di queste brilla più dello chef abruzzese che ad oggi si ritrova a dirigere un’offerta gastronomica di lusso, direzionandola verso il piccolo ma autentico, il gusto incontaminato, l’ingrediente che si trova in quel posto e basta.

Lo chef Borraccino ha gli occhi che sono anche mani, perché è attento e fa caso a quelle briciole di un’Italia che –se racimolate tutte – ci fanno capire quanto gustosa è la nostra ricchezza.

È stato sous chef al Four Seasons Hotel di Ginevra, dunque lo chef era già gastronomicamente consacrato: ben presto anche Milano ha annuito alla professionalità di Fabrizio Borraccino, gli ha teso la mano e lui gliel’ha stretta. Da gennaio il ristorante La Veranda, il lounge bar Il Foyer, il Giardino e tutta l’offerta gastronomica dei catering di eventi interni o esterni all’hotel, sono nelle sue mani. Borraccino è pronto e continua ad esserlo tutti i giorni, perché ogni giorno per lui è come una materia prima da esaltare. Contaminazioni si, ma il mangiare italiano resta la portata principale che lo chef offre alla clientela più internazionale che nel capoluogo lombardo si aspetta di provare il meglio, variegato, della nostra cucina. Sous chef del famoso ristorante Il Pellicano di Porto Ercole ed Executive Chef del Poggio Rosso del Relais & Chateaux Borgo San Felice che ha regalato al Chianti una stella Michelin, Fabrizio Borraccino è ricco d’esperienza, una ricchezza consapevole e certamente meritata.

Abbiamo fatto qualche domanda allo chef, tanto per misurare il suo livello d’entusiasmo.

Qual è stata la tua reazione quando sei stato chiamato a dirigere la cucina del Four Seasons Hotel di Milano?
Quando mi chiesero di divenire Executive Chef di Four Seasons Hotel Milano e quindi di gestire tutti gli aspetti legati al ristorante La Veranda, il Foyer Bar, la banchettistica e il Room Service dell’albergo, rimasi entusiasta: come un sogno divenuto realtà! Non nascondo di aver sentito le farfalle nello stomaco dall’emozione e di essermi sentito molto lusingato, anche perchè sono convinto che questa opportunità sia arrivata nel momento perfetto del mio percorso professionale, quando ormai mi sentivo confidente e pronto a dirigere uno dei migliori hotel d’Europa.

Quale aspetto di Fabrizio Borraccino emerge dai tuoi piatti?
La mia è una cucina che si basa su una minuziosa ricerca e un rapporto sinergico con fornitori unici, ai quali pongo estrema attenzione e valore. Per me è essenziale l’accento sulla materia prima e la valorizzazione di piccoli e grandi realtà produttive, che sono la base di piatti non standardizzati, che elaboriamo con le giuste tecniche e contaminazioni. Per me la cucina non è solo un momento di convivialità e socializzazione, ma anche di emozione e bellezza ed ha lo scopo di creare un’esperienza “sinestetica”.

Hai molta esperienza nel settore dell’hotellerie di alto livello, dove la clientela è per lo più internazionale. Come si comporta la tua cucina davanti a gusti e culture così diverse tra di loro?
Sono tanti anni che ho a che fare con ospiti internazionali di ogni genere e devo riconoscere che la mia filosofia di cucina riesce sempre a riscuotere successo in quanto parla della vera tradizione e cultura italiana; mi affido infatti da sempre ai piccoli produttori, realtà che lavorano sodo per orgoglio personale e per portare alto il proprio nome, e che scelgono di impegnarsi a proporre sempre la qualità senza mai scendere a compromessi con la grande distribuzione, concependo un prodotto nella sua massima espressione qualitativa, territoriale e gustativa… insomma un prodotto che solo nella nostra terra si può  trovare.  Questa filosofia di pensiero incontra i desideri di chi viene in Italia e vuole scoprire la nostra cucina.

Per chi o con chi vorresti cucinare?
Sarei entusiasta di poter cucinare per quei colleghi chef con i quali ho già lavorato in passato, che sono stati essenziali per la mia formazione e il mio percorso, che mi hanno formato e fornito l’educazione e le competenze professionali per poter evolvermi.



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