Arte

Falsari Illustri: le rocambolesche avventure di inganni ed ingannatori della storia dell’arte

Elisa Monetti
8 Giugno 2019

Arriva in libreria in questi giorni per i tipi di Skira, un volume tanto curioso quanto originale: “Falsari Illustri” di Harry Bellet, un racconto appassionato attorno ad un fenomeno antico quanto l’arte stessa, storie avventurose di opere capaci di ingannare gli occhi più esperti e dei loro brillanti e disonesti creatori.

È un viaggio davvero rocambolesco, quello raccontato da Harry Ballet, studioso dell’arte e grande firma culturale del Le Monde, che ci svela il volto nascosto, o che nascosto vorrebbe rimanere, della storia dell’arte.

Quello dei falsi d’arte è un tema che si è mantenuto attuale nel corso dei secoli sin dall’antichità, dai tempi in cui il greco Pasitele vendeva ai romani opere da lui realizzate spacciandole per prestigiosa statuaria degli artisti del suo paese. Non sono rimasti immuni dal fascino della truffa nemmeno nomi illustri quali, ad esempio, Michelangelo, che realizzato un Cupido dormiente alla maniera degli antichi, lo sotterrò in una vigna per dargli nell’aspetto qualche anno in più e venderlo poi a Baldassarre del Milanese che, a sua volta, lo vendette al cardinale Raffaele Riario; questo, ravvedutosi dopo poco dell’inganno, non solo chiese un rimborso, ma omaggiò della sua ospitalità Michelangelo, il giovane artista tanto abile di scalpello quanto sfrontato nell’inganno.

Protagonisti del libro tuttavia, non sono solo gli abili falsari che hanno imperversato nei secoli col loro talento misto a scarsi scrupoli, ma anche il più complesso e ricco mondo di coloro che da tali ingannatori sono stati beffati: storici dell’arte, critici, musei e, talvolta, artisti stessi.

Un racconto, dopotutto, divertente che strizza l’occhio al talento, perché in fondo di questo si tratta, di numerosi illustri truffatori, rammaricandosi, ma senza struggersi troppo, per gli ancora più numerosi truffati.

Da tutte queste vicende emerge infine chiaro il punto di vista dell’autore: non esiste il falsario “geniale” a patto che si faccia eccezione per quelli che ancora non si sono fatti scoprire.

 

“Falsari Illustri”, Harry Bellet, Skira, pp. 128



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