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Fascinator, questo sconosciuto. O forse no…

staff
30 gennaio 2012

Marzi Firenze

La parola latina “fascinator” deriva dal verbo “fascinare”. Significa affascinare, ma con incantesimi. Stregare, se proprio vogliamo essere puntigliosi.
Il nome vi dice nulla? Ebbene, il termine originariamente si riferiva ad un capo trapuntato simile ad uno scialle e fatto di lana, di pizzo o, molto più spesso, di piume.
Oggi indica un fantasioso accessorio femminile tornato in auge solo da pochi anni. Non si tratta né di un’acconciatura, né di un cappellino; è invece uno specifico copricapo che si fissa ai capelli tramite una fascia o un pettine, la cui sommità è vistosamente decorata da fiori, fiocchi, velette, piume o da qualche sghiribizzo di materiali insoliti. L’ornamento viene poi spesso impreziosito ulteriormente da cristalli, perle, pietre dure, perline.
Queste caratteristiche lo rendono un accessorio assai particolare, sicuramente eclettico e capace di grande duttilità. Insomma, un’esplosione di forma, colore e volume.
Il fascinator viene generalmente indossato con abiti formali e può fare la veci dei copricapi più tradizionali. Ad esempio, viene utilizzato in occasioni in cui viene generalmente messo il cappello, come i matrimoni, oppure nei pre serata e nei pomeriggi da cocktail. Le spose, poi, possono sceglierlo come alternativa al velo, in special modo se i loro abiti non sono particolarmente tradizionali.
Sono soprattutto le ladies inglesi ad aver accolto la tradizione dei fascinators, sicuramente proprio nel tentativo di richiamare l’attenzione dei gentlemen e, appunto, di affascinarli. Dichiarano, infatti, che a differenza del classico cappello, questo mondanissimo accessorio regala un’aria sofisticata, contemporanea e maliziosa, senza cadere nell’anacronismo, ed è per questo che lo preferiscono.
La popolarità di fascinators elaborati è aumentata in particolar modo grazie alla duchessa di Cambridge: Kate si è totalmente fatta conquistare dall’estro di questi accessori, tanto che ha addirittura scelto di indossarne uno, con piume, al suo primo impegno ufficiale in Anglesey. E così, nel Regno Unito è scoppiata la moda dei fascinators: ormai sono davvero popolarissimi, direi quasi inflazionati. Vengono indossati ad eventi come le corse dei cavalli, il Grand National, il Kentucky Derby e la Melbourne Cup.
Recentemente, poi, sono stati citati dalla stampa a causa delle dichiarazioni della Regina Elisabetta in merito ai nuovi standard di abbigliamento richiesti per l’ingresso al Royal Enclosure. Il prossimo giugno, infatti, quando si alzerà il sipario sul Royal Ascot – la celebre corsa di cavalli che in Oltremanica segna il momento clou della Season (la stagione dei party estivi) – i fascinator saranno banditi. Le signore, ma soprattutto le ragazze ben nate, che sempre più si sono appassionate a questa decorazione dovranno purtroppo rassegnarsi. Questo a causa degli organizzatori di Ascot, che si sono dichiarati molto infastiditi dall’eccessivo successo del fascinator che, secondo loro, ha finito per rilassare le regole del bon ton. Le coordinate perciò per il prossimo giugno, ad Ascot, sono tassative: ritornare ad un elevato rigore indossando solo cappelli e vestiti che non salgano sopra il ginocchio
Così addio a piume, fiocchi, fiori di seta e velette. Sia fatto nuovamente spazio alla larghe falde dei cappelli.

Stefania Riba


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