Woman

Fashion Show Radiography: il ’68 secondo Dior

Luca Antonio Dondi
28 febbraio 2018

Il finale della sfilata autunno-inverno 2018/2019 di Christian Dior

Il cortile del Musée Rodin di Parigi ospita il padiglione che accoglie la sfilata Christian Dior autunno-inverno 2018/2019. Per la sua quarta collezione, Maria Grazia Chiuri si ispira ai movimenti di protesta che nel 1968 infiammavano le strade della Ville Lumière: ecco tutti i dettagli del fashion show di Dior.

L’ispirazione. Nella celebrazione dei suoi 50 anni, il ’68 fa ancora parlare di sé dimostrandosi incredibilmente attuale: forse si sono superati gli scogli del capitalismo e del consumismo, ma sulla questione diritti la strada è ancora lunga. Ed è proprio per questo che la direttrice creativa della Maison Maria Grazia Chiuri cerca un nuovo stratagemma per dare voce alle donne continuando quella campagna femminista che, da due anni a questa parte, porta avanti collezione dopo collezione. Oggi come allora, le donne ed i diritti ad esse legate non sono del tutto eguali a quelli degli uomini e le disparità di sesso si fanno ancora sentire: “Women’s rights are human rights” sentenziava Hillary Clinton nel 1995, slogan che troviamo riproposto all’esterno del padiglione ad indicare l’importanza e l’attualità di un tema così scottante.

Il padiglione della sfilata allestito al Musée Rodin di Parigi

La location. Il padiglione installato al centro dei giardini del Musée Rodin di Parigi si presenta ricoperto di manifesti black and white in cui campeggiano slogan femministi a chiare lettere. All’interno, poi, tutta la sala – sedute comprese – è avvolta da pubblicità, copertine di riviste d’epoca e stralci di cartelloni direttamente dal 1968 in cui la donna è protagonista assoluta: una raccolta di voci e urla di protesta efficaci tanto quanto 50 anni fa.

Collezione. La sfilata si apre con un pullover sul quale è ricamato il claim “C’est non non non et NON!”, infilato in una longuette di lana check e corredato da baseball cap e stivali total black. Incisivo come da tradizione, il look d’apertura detta il mood rivoluzionario della collezione che mescola e reinterpreta alcuni capisaldi del guardaroba anni Sessanta e Settanta. A partire dalle divise delle studentesse borghesi che nel ’68 studiavano alla Sorbona e partecipavano alla rivoluzione: gonne plissé e blazer in tessuto tartan sui toni del rosso e blu, completi giacca-pantalone, gonnelloni, maxi cardigan e long coat di pelle.

Maria Grazia Chiuri introduce gonne di pizzo e abiti di organza movimentati da rouches, bluse di tulle, pullover Peace & Love, coat argentati e mix di patchwork in stile Seventies su abiti, gonne midi e capispalla. Poi mantelle fluffy, bomber in shearling e long dress con applicazioni floreali fanno presagire, sul finale, un’imminente pacificazione e auspicano un lieto fine tutto al femminile.

Il dettaglio della Saddle Bag alla sfilata autunno-inverno 2018/2019 di Christian Dior

Key pieces. La collezione autunno-inverno 2018/2019 sancisce il ritorno ufficiale di un’icona di casa Dior: la Saddle Bag fa la sua (ri)comparsa in diversi materiali e colori, pronta diventare la “nuova” it bag della Maison. Forte delle eco Seventies, la cintura diventa irrinunciabile nel guardaroba della donna Dior grazie alla larga fascia in pelle nera e alla maxi fibbia dorata con la lettera D, insieme alle clogs con suola in legno che sostituiscono le décolleté bonton: che siano i nuovi segni di emancipazione? E, infine, non si può rimanere indifferenti alla vista delle gonne e degli abiti patchwork o dei ricami floreali sui vestiti di chiffon: perché anche in battaglia, la donna Dior non rinuncia a un pizzico di romanticismo.


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