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Fashion Show Radiography: il melting pot sartoriale di Louis Vuitton

Martina D'Amelio
6 Marzo 2019

Louis Vuitton chiude la Paris Fashion Week con una sfilata che mixa l’heritage della Maison con gli interessi principali di Nicolas Ghesquière: l’arte e l’underground. Ecco tutto quello che c’è da sapere sullo show della collezione autunno-inverno 2019/2020.

La location. Un museo nel museo. Allestita all’interno della Cour Carrée du Louvre, l’imponente installazione della sfilata richiama in tutto e per tutto la coloratissima facciata del Centre Pompidou di Parigi. Progettato da Renzo Piano e Richard Rogers, inaugurato alla fine degli anni Settanta, il museo di arte contemporanea che mixa svariate tipologie di opere è ricreato nel polo di Rue de Rivoli. Un melting pot creativo che fa da fil rouge all’intera collezione.

La collezione. Per l’autunno-inverno 2019/2020 lo stilista mixa sapientemente elementi provenienti dal passato della Maison con i suoi dettagli preferiti: richiami punk e grunge dallo spirito underground. Trame differenti, generazioni a confronto, tocchi di colore a contrasto spuntano in passerella senza soluzione di continuità: l’abito in tweed presenta un bavaglio di volant ricoperto di borchie; la gonna di pelle a quadri d’ispirazione racing si indossa con la giacchina bouclé; lo slip dress è verde smeraldo e bordato effetto bondage; gli abiti retrò dalle stampe artsy a maxi rouches si portano con i collant coprenti e gli stivaletti biker flat o stringate dalla suola platform. Un susseguirsi di richiami che riscoprono gli anni Ottanta e si focalizzano sul New Wave, dalle paillettes dei vestiti alle tute workwear, dalle bluse floreali con le maniche a palloncino alle movimentate leather skirt, in un evidente mash-up che dai mitici Eighties arriva fino all’oggi.

Key Pieces. Le bluse in seta stampate drappeggiate come foulard; i bermuda di paillettes, nuova frontiera del glamour da sera; i caban patchwork che sembrano usciti da un vecchio baule. Da abbinare alle borse che per la prossima stagione riscoprono tutto il fascino senza tempo del Monogram e del Damier, baseball cap di pelle senza visiera e cinture a vita alta dalla fibbia quadrata e metallica.

Front row. Ad applaudire l’ultima collezione della Maison di LVMH, Alicia Vikander, Jennifer Connelly, Emma Stone, Léa Seydoux, Karlie Kloss, Catherine Deneuve. Ma anche Willow e Jaden Smith, Emma Roberts, Laura Harrier. Un insieme di personalità scoppiettanti, anche se a esplodere in passerella è quella di Nicolas Ghesquière.



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