News

Fashion Show Radiography: il rituale glamour di Alessandro Michele per Gucci

Luca Antonio Dondi
20 Febbraio 2020

A cinque anni di distanza dal primo show, Alessandro Michele festeggia con una collezione autunno-inverno 2020/2021 che racchiude in sé tutti i tratti distintivi del trionfale sodalizio con Gucci. Una sfilata decisamente da ricordare ha infiammato il primo giorno di Milano Moda Donna: pronti a scoprire tutto quello che c’è da sapere sull’ultimo défilé di Gucci?

L’invito. Un messaggio vocale di 16 secondi seguito da un paio di foto di Michele – gli ormai celebri dettagli che siamo abituati a vedere sul suo profilo Instagram – inviati su WhatsApp a tutti gli ospiti: questo l’insolito invito alla sfilata che, contemporaneamente, abbraccia la strada green e no waste intrapresa dal brand, eliminando il canonico cartaceo, e conquista la Gen Z a suon di richiami 3.0.

La location. Al Gucci Hub, l’ingresso degli ospiti è ribaltato. Prima tappa: backstage. Così i partecipanti sono chiamati ad aggirarsi tra le stazioni di hair & make-up, mentre lo stesso Alessandro Michele ispeziona la scena con naturalezza per dare gli ultimi ritocchi. Poi, nella sala principale, un grosso cilindro vetrato lentamente scopre i 60 modelli intenti a prepararsi e vestirsi per lo show: la vestizione diventa un momento live da condividere con gli spettatori, mettendo al centro l’operosità di sarti, artigiani e addetti ai lavori. “Che esca dall’ombra quel miracolare di mani sapienti e di respiri trattenuti. Che si faccia visibile quell’intelligenza collettiva che cura la gestazione, con brivido che infuria”, con queste parole Michele descrive la volontà di esibire e mostrare ciò che di solito sta dietro ed è nascosto, esponendo – letteralmente – in vetrina il making of della collezione. Quando tutto è pronto e sistemato, la ruota gira e lo show può finalmente partire.

La collezione. Identità diverse compongono il rituale di Michele che unisce sacro e profano, minimalismo ed eccesso, semplicità e stravaganza in un circo di felliniana bellezza capace di stregare chi l’osserva. Ci sono i completi da scolaretta già anticipati appena un mese fa dal défilé maschile, gli abiti monacali e i maxi dress con gonnelloni in pizzo in stile Maria Antonietta; silhouette anni Settanta e accenti British che culminano in stampe tartan e boyfriend jeans strappati sul ginocchio. Sulla passerella – se così si può definire – prende vita “una processione di epifanie e pensieri dilatati che si accomodano in una diversa partizione del sensibile”: attraverso gli abiti, prende vita la poetica creativa di Michele che lancia un messaggio di amore puro e appassionato alla moda. Messaggio che viene recepito forte e chiaro da chi sta all’ascolto, divertito dai giochi di forma e volume, dai contrasti cromatici e materici e dalle atmosfere ricreate che passano dal gotico al preppy con assoluta naturalezza.

La borsa Jackie avvistata alla sfilata Gucci autunno-inverno 2020/2021

Key pieces. Faranno presto la loro comparsa sui red carpet internazionali gli abiti ottocenteschi conditi da pizzi, balze e fiocchi, così come le bluse dal colletto inamidato (sia per lei che per lui) e le gonne a pieghe che lasciano scoperte le ginocchia e si indossano con parigine a vista in stile college. La borsa Gucci 1955 Horsebit subisce un twist ancora più retrò e si trasforma in un bauletto a mano, mentre a gran voce ritorna la leggendaria Jackie nelle forme e nei colori più svariati. Non c’è bisogno di dirlo: ha fatto subito breccia nel cuore delle Gucci addicted (e non solo).

Gli ospiti. Ad applaudire – e festeggiare – il trionfo di Alessandro Michele spiccano in prima fila i fedelissimi del designer: da Achille Lauro a Dakota Johnson, da Benedetta Porcaroli a Lou Doillon. E così si chiude il rituale glamour targato Gucci.