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Fashion Show Radiography: la teatralità di Gucci va in scena a Parigi

Luca Antonio Dondi
26 settembre 2018

Alcuni look dalla collezione primavera-estate 2019 di Gucci. Photo by Corey Tenold

L’ospite più atteso della Paris Fashion Week porta in passerella – o meglio, sul palco – una collezione primavera-estate 2019 fatta di eccentricità, irriverenza e stravaganza: Alessandro Michele sceglie il club Le Palace per mettere in scena una sfilata Gucci tra accenti pop e cenni retrò. Ecco tutto quello che c’è da sapere sullo show più magniloquente e à la mode di Parigi.

La location. Cornice dell’evento parigino è stata lo storico Théâtre Le Palace situato al civico 8 di rue du Faubourg-Montmartre nel 9ème arrondissement. Costruito nel 17esimo secolo come teatro e sala da ballo, sarà poi l’imprenditore Fabrice Emaer a trasformarlo alla fine degli anni Settanta in uno dei più noti nightclub della città. Definito da molti la versione francese del celebre Studio 54, Le Palace è stato un rifugio dal caos della vita quotidiana e della società per numerosi personaggi illustri tra i quali Mick Jagger, Andy Warhol, Jean-Paul Goude, Karl Lagerfeld, Roland Barthes, Yves Saint Laurent, Loulou de la Falaise e Catherine Deneuve. Musica disco e luci stroboscopiche hanno contributo, dunque, a creare quell’atmosfera di allegrezza e creatività che ha collaborato nel plasmare la nuova collezione di Alessandro Michele.

Serge Gainsburg e Catherine Deneuve a Le Palace nel 1980. © Philippe Morillon

L’ispirazione. La collezione è ispirata al teatro, alla drammaticità dei costumi di scena e alla fantasia, alla libertà e alla stravaganza di un mondo magico che trova così il modo di evadere dalla realtà. Ad anticipare il défilé uno spezzone tratto da un film di Leo de Berardinis e Perla Peragallo, artisti noti del teatro sperimentale italiano, a simboleggiare, forse, la dualità, la contraddizione e un invadente senso di nostalgia per il passato. Da qui parte una collezione fatta di eccessi, licenze poetiche ed esuberi che solo un enfant prodige come Alessandro Michele poteva permettersi.

La collezione. Il viaggio onirico di Michele è sempre sorprendete poiché tocca stili, epoche, usi e costumi diversi di volta in volta lasciando dialogare liberamente Iggy Pop e Maria Antonietta in un mix & match di contaminazioni. I capi della collezione spring-summer 2019 traggono spunto dal posto in cui sono presentati e da chi quei luoghi li ha vissuti: ci sono i blazer in tweed ispirati a Karl Lagerfeld, i completi maschili con tagli alla Yves Saint Laurent, pantaloni in pelle che sarebbero piaciuti a Mick Jagger, abiti a balze e pieghe come li farebbe Issey Miyake, tailleur parisienne, vestiti di paillettes e capi in lurex direttamente dagli anni Ottanta. L’irriverenza vede protagonisti leather briefs indossati sopra i pantaloni e mutande logate ben in vista, ricami di maialini volanti su abiti e blazer, jeans destrutturati e sorretti da bretelle laterali e canotte in spandex dalle spalline sottili. Poi piume, lustrini, pelliccia e pelli esotiche definiscono capi statement insieme agli accessori che includono maxi bijoux etnici, cappelli a falda larga, occhiali extra large e borse di stampo vintage.

Keypieces. Ad un primo sguardo lo show sembrerebbe privo di qualsiasi elemento puramente scenico come lo erano state le tanto discusse teste “clonate” portate sottobraccio dai modelli durante la sfilata autunno-inverno 2018/2019. Ma a ben vedere, anche stavolta, delle teste ci sono eccome: si tratta di quella di Mickey Mouse che esce dagli schermi per trasformarsi in una borsa a mano per celebrare i 90 anni di Topolino; c’è poi anche la testa – stampata in questo caso – di Dolly Parton, ritratta sul retro di denim jacket; ed infine quelle teste feline che diventano fibbia e ornamento delle nuove It Bag della Maison e che appartengono all’ormai celebre bestiario di Alessandro Michele. Non perdono sapore anche i blazer monogrammati, le bluse in seta stampa foulard e i mocassini con morsetto attuali e di tendenza oggi come durante i moti del maggio ’68.

La borsa a forma di Mickey Mouse dalla collezione primavera-estate 2019 di Gucci.

Gli ospiti. Ad applaudire il nuovo successo di Michele i suoi più fedeli sostenitori che includono Jared Leto, Faye Dunaway, Soko, Hari Nef, Salma Hayek Pinault, Naomi Watanabe e Amanda Lear. E poi Jane Birkin che a metà sfilata ha sorpreso tutti cantando la canzone Baby Alone in Babylone” scritta nel 1983 dall’allora compagno Serge Gainsbourg.

 

 

 


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