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Fashion Show Radiography: l’individualità secondo Gucci

Luca Antonio Dondi
24 Settembre 2019

Per concludere in bellezza la Milano Fashion Week, scende in campo Alessandro Michele con la sua collezione primavera-estate 2020 per Gucci che è un manifesto contro lo strapotere e un inno all’individualità. Curiosi di saperne di più? Ecco cos’è successo tra le mura del Gucci Hub.

L’incipit. Gli spazi di via Mecenate, allestiti con l’asetticità della sala d’aspetto di un istituto clinico, sono invasi da una luce rossa opprimente quando gli ospiti varcano la soglia per accomodarsi sulle poltroncine in serie. Poi la luce si fa improvvisamente bianca rivelando la plasticità del set, e il catwalk al centro della sala inizia a scorrere. Sul tapis roulant acquamarina si susseguono lentamente 21 individui dallo sguardo impassibile che indossano uniformi, divise, camicie di forza e abiti da lavoro color bianco e avorio. Non abiti fatti per essere venduti, ma sani portatori di un messaggio. Alessandro Michele si scaglia così contro quella che lui stesso definisce “microfisica di poteri”, ovvero “una forma di governamentalità diffusa che, attraverso un insieme d’istituzioni, dispositivi e meccanismi di soggiogamento, impone regole comportamentali interiorizzate dai singoli”. Come fare per sopperire a tutto ciò? Attraverso la moda, forse. Poiché essa, in questo caso, andrebbe a porsi come “nuova forma di soggettivazione” e dunque strumento per emanciparsi, resistere alle oppressioni, andare contro concorrente, sfuggire alle omologazioni di massa. É il momento, dunque, di sfilarsi il camice e indossare ciò che realmente ci rappresenta e distingue come individui. Perciò le luci si spengono, la musica cambia e la sfilata – quella vera – può cominciare.

L’inizio della sfilata Gucci primavera-estate 2020

La collezione. A solcare la passerella una collezione donna e uomo un po’ diversa dal solito. Più ragionata, quasi più sobria anche se la sobrietà, lo sappiamo bene, non fa parte del DNA di Gucci. Per la primavera-estate 2020 Michele lascia un attimo da parte il mix & match di stampe, pattern e foliage per concentrarsi su uno studio di forma, colore e materia. Perciò i color block, le suit dai toni pastello, gli abiti-tunica monocromatici conquistano i look; via libera alle trasparenze e alle scollature, agli slip dress e agli accessori fetichic; silhouette Seventies e abiti rinascimentali, logomania tradizionale e nuovi slogan Gucci Orgasmique e Gucci Eterotopia. E tra i mille colori che contaminano la passerella, non passano inosservate le mise total black (abbastanza insolite sul catwalk di Gucci) che abbattono ogni stereotipo e trasudano sensualità.

Key pieces. Top scollati abbinati a gonne midi dallo spacco svasato saranno un motivo ricorrente in casa Gucci la prossima estate, così come gli slip dress che mixano pelle e pizzo e gli impalpabili abiti in tulle. Ma ad attirare l’attenzione è la catena, che Michele simbolicamente toglie dai polsi degli oppressi e utilizza come cordino cool per occhiali da sole oversize. Poi un nuovo modello di mocassino dal tallone scoperto, in vernice e appuntito; handbag di stampo retrò; guanti in pelle e beanie colorful. Oltre a ventagli e frustini glamour che lasciano insinuare pensieri piccanti anche ai più pudichi.

Front row. Testimoni di un nuovo successo targato Gucci sono i fedelissimi del brand seduti in prima fila: A$AP Rocky, Lou Doillon, Jared Leto, Sienna Miller, Iggy Pop, Dapper Dan, Ghali, Alessandro Borghi. Tutti pronti a spargere nel mondo il grido di aiuto (fashion) di Alessandro Michele.



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