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Fashion Show Radiography: per la prima volta sfila l’arcobaleno firmato Benetton

Beatrice Trinci
20 Febbraio 2019

The Rainbow Machine è la parola d’ordine con cui Benetton apre la Milano Fashion Week, portando per la prima volta in passerella la sua moda democratica e presentando una collezione ad alto tasso caleidoscopico per l’autunno-inverno 2019/2020.

Una sfilata-evento, eccentrica e multicolor, in pieno stile Jean-Charles de Castelbajac, visionario direttore artistico del brand trevigiano, che omaggiando la produzione industriale e l’artigianalità tipicamente italiana ha portato in scena innovazione, colore e tolleranza.

Dalla location ai capi imperdibili, fino al commovente tributo a Karl Lagerfeld, ecco tutto quello che c’è da sapere sull’arcobaleno firmato Benetton.

Jean-Charles de Castelbajac e Oliviero Toscani

Il direttore artistico. Lo scorso ottobre Jean-Charles de Castelbajac ha preso le redini delle collezioni uomo e donna della Maison italiana, diventando, a detta sua, un perfetto “Trévisan” che ormai vive in Italia e va in vacanza a Parigi. Una personalità spigliata ed eccentrica quella dello stilista francese, che nel corso della sua lunga carriera ha spaziato dalla moda al design, dalla pittura alla pubblicità, fino a sperimentare la street art con Andy Warhol e Basquiat e vestire star internazionali come Lady Gaga. Ma cosa ha portato Castelbajac dalla ville lumière alle ampie distese venete? Certamente l’affinità elettiva con Luciano Benetton, oltre alle forti passioni che accomunano lo stilista e la griffe italiana: “Il nostro DNA si assomiglia moltissimo, entrambi amiamo la maglieria, il colore, il pop e uno spirito sport-chic”, ha dichiarato lo stesso direttore artistico. Una simbiosi che non poteva che trasformarsi in un nuovo successo.

La location. Ad accogliere l’attesissimo défilé Benetton sono gli spazi di Area 56 in Via Savona, catapultando così gli invitati in uno dei quartieri meneghini simbolo di design e di moda. Entrando si resta colpiti dall’allestimento minimale, ma assolutamente d’impatto: al centro della passerella, formata da lunghe lastre in acciaio, una serie di “macchine” giacciono inerti in attesa che i maestri-artigiani diano loro vita.
Queste molteplici sewing machines rendono omaggio alla grande tradizione industriale di Benetton, al suo savoir-faire e alle competenze tecnologiche riconosciutegli in tutto il mondo. È proprio per questo motivo che l’installazione celebra con orgoglio il Made in Italy, con gli artigiani al centro della scena che lavorano alle cucitrici e ai telai.

La collezione. Per la collezione autunno-inverno 2019/2020 uomo e donna, United Colors of Benetton fa la mossa giusta, passando in maniera del tutto naturale dal tipico stile casual della griffe allo streetwear che ormai cavalca le tendenze e appassiona i Millennials di ogni angolo del globo. Proprio ai più giovani è dedicata questa linea, coloratissima, multietnica e, a tratti, ironica. A risaltare sono i “basici updated”, ovvero quei pezzi classici ed evergreen che hanno fatto la storia del brand e che lo stilista francese ha sapientemente reinterpretato per creare una collezione up-to-date e concettuale. Una collezione che guarda al futuro, ma che affonda senz’altro le sue radici nel ricco heritage Benetton. Molti sono infatti gli elementi irrinunciabili che hanno caratterizzato anche questa passerella co-ed: il logo a svettare su mantelle, piumini, sciarpe e sahariane, l’arcobaleno di colori che dipinge di accese tonalità pop il casting multietnico, e un nostalgico sguardo agli anni Ottanta e Novanta con polo oversize con colletto a contrasto, leggings a rombi, morbidi piumini cropped e cappelli da pescatore.

Key pieces. Tra i protagonisti della collezione ci sono sicuramente SnoopyCharlie Brown Topolino, che in maniera irriverente fanno capolino su maglie, capispalla e accessori, in ricordo degli anni d’oro in cui Jean-Charles de Castelbajac si è ispirato ai fumetti più famosi per le sue creazioni. Non mancano poi stampe accese e pattern geometrici, come le righe o i rombi che rispettivamente adornano un paio di stivali imbottiti arcobaleno e calze multicolor.
Chiudono la sfilata, infine, pecorelle di lana che offrono un’alternativa, divertente e del tutto nuova pelliccia a blocchi di colore: sono numerosi i peluche, con tanto di musetto e zampette nere, a tenere al caldo anche l’indossatrice più freddolosa. Un twist scherzoso e vivace per una linea maschile e femminile sportiva ed easy chic.

Tributo. Ad interrompere il rigoroso silenzio iniziale prima dell’inizio della sfilata, è stato il commovente messaggio di Castelbajac che, con voce roca e flebile, ha ricordato l’amico Karl Lagerfeld, iconico direttore creativo di Chanel e Fendi e Kaiser indiscusso della moda, scomparso il giorno stesso all’età di 85 anni. Il designer francese ne ha ricordato la maestria, l’umanità e la tenacia. “Sei sempre stato la mia fonte d’ispirazione. Merci”. Un momento toccante che ha lasciato tutti col fiato sospeso prima che le luci si abbassassero e il beat elettronico-industrial di Michel Gaubert desse il via al nuovo Manifesto Benetton.



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