Interviste

Fernando Burgo

staff
17 aprile 2009


Per il secondo appumento con le interviste rilasciate a Luuk Magazine dai dirigenti delle più importanti scuole di moda italiane pubblichiamo le risposte di Fernando Burgo, fondatore dell’omonimo Istituto.
Terminati gli studi, Fernando Burgo si è subito dedicato al mondo della moda attraverso la consultazione di testi del settore, ma in particolar modo attraverso lo studio da autodidatta di libri e manuali di sartoria e modellistica.
Dopo aver fondato l’Istituto di Moda Burgo nel 1961, nel 1981 pubblica il suo primo testo “Tendenze Moda” e la sua attività di diffonde radicalmente in Italia e successivamente in tutto il mondo.
Dal 1987 il suo metodo viene utilizzato a Verona, Lodi, Genova, Modena, Pescara, Roma, Napoli, Cagliari e Nuoro ma è il 2001 l’anno della svolta internazionale grazie alla collaborazione con il Fashion Design Center con sede a Il Cairo e ad Alessandria d’Egitto.
Attualmente sono in atto collaborazioni anche con Messico, India, Arabia Saudita, Siria e Singapore.

Che cosa l’ha spinta a creare un nuovo metodo didattico?
Quando decisi di intraprendere la carriera di insegnate di modellistica e sartoria nel 1961 circa, mi resi conto che in Italia mancavano testi didattici veramente validi e completi. Così iniziai la mia ricerca, in particolar modo in Europa e in America, di testi che potessero colmare le lacune presenti nei programmi di modellistica e sartoria proposti dall’editoria italiana. Dedicai parecchio tempo al loro studio e iniziai a collezionare libri che oggi si trovano nella mia biblioteca, editi circa 90 anni fa. Infine realizzai che l’unico modo per far fronte a questa mancanza era quello di proporre manuali innovativi che non solo avrebbero aiutato me nell’insegnamento, ma anche gli esperti del settore.
Con il tempo e l’esperienza capii che un programma completo e coerente non era comunque sufficiente per poter insegnare al meglio delle discipline pratiche come la modellistica e la sartoria. Parlando con gli studenti, facendo loro domande sull’educazione scolastica ricevuta sia in Italia che all’estero, mi resi conto di come ognuno possedeva bagagli culturali del tutto differenti ed esigenze contrapposte.
Fu in quel momento che introdussi un nuovo metodo didattico, che tutt’oggi proponiamo per i nostri corsi e che dimostra quindi di essere assolutamente all’avanguardia.

In che modo è riuscito ad imporlo in gran parte del mondo?
La diffusione all’estero fu possibile innanzi tutto grazie alla decisione del Ministero Egiziano della Tecnologia, che nel 2001 selezionò la nostra scuola, l’Istituto di Moda Burgo, tra le 200 scuole di moda internazionali e italiane, per l’affidamento della direzione del Fashion Design Center (con sede in Cairo ed Alessandria) e dello studio stile annesso. Furono la passione e l’interesse per il mondo della moda e lo stimolo che ho sempre ricevuto dalle imprese difficili che mi consentirono di trasformare la gestione fallimentare dell’istituto egiziano, allora diretta da un gruppo americano e che contava non più di 16 allievi, in una scuola moderna, oggi frequentata da circa 500 studenti.
Questa fu la prima collaborazione internazionale che diede il via ad una serie di attività volte a diffondere i nostri testi e il nostro metodo didattico nel resto del mondo.
In secondo luogo furono i nostri ex studenti stranieri che contribuirono a pubblicizzarci all’estero attraverso il “passa parola”, il mezzo più spontaneo e allo stesso tempo più incisivo per farsi conoscere. Infine grazie alla tecnologia, e quindi al web.

Tornando invece al tema di quello che sarà il mio articolo sulle scuole di moda Le chiedo di parlarmi liberamente, senza troppe domande precise, della Sua attività di com’è nata e di quali sono gli “ingredienti” giusti affinché un’istituzione funzioni.
Come ho già spiegato prima, questa attività nacque nel 1961. In quegli anni mi dedicai a diffondere l’insegnamento della modellistica sartoriale italiana soprattutto negli oratori e negli istituti religiosi.
Solo grazie all’esperienza capii che senza un programma preciso ed un testo didattico come supporto, non avrei potuto contribuire al miglioramento della qualità e professionalità di queste discipline e delle professioni che ne derivavano.
Così decisi di realizzare un vero e proprio manuale sulla modellistica, che venne pubblicato nel 1981 con il titolo “Tendenze Moda”. Ad esso seguirono negli anni una serie di pubblicazioni sempre più aggiornate e perfezionate, per approdare alle edizioni de “Il Figurino di Moda” (ultima edizione 2008) e de“Il Modellismo Sartoriale” (ultima edizione 2009), considerati il fiore all’occhiello e la caratteristica distintiva del nostro istituto.
Riguardo gli “ingredienti” giusti, penso innanzi tutto ai manuali e al metodo didattico che offriamo. Esso si basa su lezioni a carattere individuale e tiene quindi in considerazione il singolo studente, il suo bagaglio culturale, le sue necessità. Nessuno dei nostri allievi viene trascurato. Tutto ciò è reso possibile in quanto ogni insegnante ha un gruppo di massimo 10 studenti. L’allievo in questo modo è veramente seguito nel suo percorso scolastico e ha la possibilità di approfondire gli argomenti che più lo interessano, o eventualmente di saltarne altri con cui ha più dimestichezza. Il rapporto allievo-insegnante diventa speciale.
Un altro “ingrediente” è l’aspetto pratico delle materie contenute nei programmi, che copre circa l’80%. Questa caratteristica rende l’insegnamento molto più faticoso per i docenti ed è più dispendioso per la scuola, ma è ovviamente molto più utile per gli studenti che un domani diventeranno Stilisti, Designer, Modellisti o Sarti.
Da non dimenticare è il costante aggiornamento degli insegnanti, che oltre a lavorare all’interno dell’istituto collaborano con uffici stile e aziende del settore. Lo stesso vale per i nostri testi che ogni due anni vengono rivisti tenendo conto della repentina evoluzione del mondo della moda . Attualmente circa 20.000 persone in tutto il mondo utilizzano i nostri manuali.
Per ultimo, ma non per questo meno importante, il rapporto che l’istituto mantiene con il mondo del lavoro.
Riceviamo circa 200 richieste tra lavoro e stage che i nostri studenti possono consultare liberamente dopo aver conseguito il diploma di qualifica professionale. Grazie ad una preparazione prettamente pratica lo studente dopo aver completato il corso è già in grado di lavorare nel settore.
La preparazione professionale gioca un ruolo fondamentale in questo periodo di crisi soprattutto se di qualità. Il nostro istituto infatti non ha subito alcun danno grazie ad una proposta formativa sempre valida.

E per finire Le chiedo invece un giudizio sull’attuale fashion system e su quali sono le figure professionali che servono maggiormente, oltre ovviamente alle doti che deve avere una persona per entrare nel mondo della moda.
Attualmente le figure professionali maggiormente richieste sono quelle del modellista e del sarto, soprattutto perché difficili da reperire a causa di una mancanza di professionalità, ma anche in vista di una crisi crescente che spinge al ritorno delle attività artigianali.
Anche gli stilisti e i designer sono richiesti, ma essi devono dimostrare di “saper disegnare”, si devono distinguere attraverso scelte e idee innovative. Purtroppo con l’avvento del computer gli studenti hanno perso la manualità a scapito della definizione dei tagli dei capi e dell’originalità.
Le doti che una persona deve possedere per aver successo in questo mondo sono la fantasia, la creatività, l’originalità, l’intraprendenza, l’innovazione, la costanza, l’impegno, la conoscenza, ma soprattutto una profonda passione e molti sacrifici.

A cura di Luca Micheletto


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