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Ferrari: addio mondiale. Italia, quante delusioni

Riccardo Signori
18 settembre 2017

Il crash durante il GP di Singapore

Dal 2010 a oggi le Ferrari sono riuscite solo due volte  nell’impresa di non tagliare il traguardo. L’altra volta fu in Messico nel 2015, ma almeno Raikkonen e Vettel prolungarono la corsa per un certo numero di giri. Stavolta, a Singapore, hanno fatto gara per cinque secondi soltanto. Di male in peggio.

Peggio, molto peggio per il campionato del mondo che le Rosse potevano vincere e ora stanno facendo di tutto per perdere. Che peccato! Pareva l’anno buono.

Gli esperti di Formula uno dicono che ancora non è finita. Ma 28 punti di distacco da Hamilton, e sei gare ancora da disputare, non premiano l’ottimismo: piuttosto il pessimismo.  Non importa chi abbia più colpa: l’esagerato Vettel o il suo avversario Verstappen. Incolpevole e sfortunato Raikkonen che aveva azzeccato una partenza bellissima e si è visto beffato dal compagno. Ora la Ferrari può sperare in qualche colpo di sfortuna altrui più che nelle capacità dei suoi piloti. Il disastro di quest’ultimo gp è stato totale, un altro mondiale che sfuma nei sogni è un inatteso colpo basso: pareva l’anno buono.

Ettore Messina

Ma, evidentemente, questo fine estate non tira bene per l’Italia dello sport, nel senso generico di squadra. L’Italia del pallone ridicolizzata dalla Spagna, sia a livello under 21 sia a livello di nazionale maggiore. Aggiungiamo la figuraccia della Juve contro il Barcellona in Champions league. Per non ricordare la sconfitta, ancora più desolante, del Napoli contro lo Shaktar in Ucraina, sempre per la Champions.

Non dimentichiamo la squadra dei gigantoni del basket, guidata da Ettore Messina, andata a sbattere contro la Serbia: risultato che non fa una piega, ma ha dimostrato che nel basket i miracoli non avvengono e che il nostro movimento rischia di restare fuori dai podi che contano ed anche dalle manifestazioni che valgono (Olimpiadi) chissà per quanto tempo ancora. Ettore Messina ora lascerà la panchina a Meo Sacchetti: un peccato restituire al basket Nba un tecnico così bravo.
L’Europeo del basket si è chiuso con la vittoria della splendida Slovenia (contro la Serbia), per la prima volta campione fra i giganti, primo paese della ex Jugoslavia a conquistare un oro. Squadra altissima, sette giocatori oltre i due metri. D’accordo il merito va anche alle mamme, ma in Italia forse dovrebbero svegliarsi i tecnici. E non solo nel basket.

Ecco, tutti questi rovesci, sui quali la Ferrari ha messo la sua ciliegina, dicono che lo sport italiano non se la passa benissimo (solo il nuoto si è salvato questa estate, mentre l’atletica è di nuovo affondata): che si tratti di sport individuale o di squadra. Sono arrivate medaglie importanti da scherma, tiro, lotta ed anche nel motocross, però gli sport trainanti ci stanno lasciando l’amaro in bocca. Ora toccherà ai mondiali del ciclismo. Sperare non costa niente, ma speriamo che qualcuno si svegli!

 

 


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