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Filiera corta e farm to table: tre realtà da conoscere

Alessandra Buscemi
2 dicembre 2017

Il caro vecchio km zero va in archivio perché non necessariamente è la soluzione più sostenibile ed economica, prende il suo posto il concetto di “farm to table”, che racconta bene l’immediatezza del passaggio dal produttore al consumatore, dal campo alla tavola. Tutto quello (o quasi) che serve per cucinare arriva da quanto prodotto a pochi metri dai fornelli. E, soprattutto pensando alla stagionalità.

Il farm to table è anche l’idea alla base di Cortilia, la spesa sostenibile che accorcia la filiera e recapita a casa, grazie ai suoi abbonamenti, le ceste con i prodotti alimentari e non, sempre con attenzione alla qualità e al valore del produttore. Perché sostenibile? Perché ottimizza la filiera corta per offrire un servizio di valore alle persone e al territorio in cui vivono ed incoraggia la collaborazione attiva tra produttori artigianali e consumatori, per facilitare il dialogo e stimolare la curiosità, l’aggregazione e la cooperazione reciproca. L’impegno di Cortilia con e per il territorio è proprio questo: valorizzare il “saper fare” artigiano, espresso dal lavoro di tanti produttori, trasformatori, agricoltori e allevatori, che nella quotidianità sostengono il tessuto culturale, economico e rurale del Paese. Cortilia è il primo mercato agricolo online a mettere in contatto i consumatori con i produttori artigianali, per fare la spesa come in campagna. Per ricevere la spesa in 24 ore infatti ci si iscrive direttamente sul sito, indicando la propria e-mail e l’indirizzo dove ricevere la spesa; si sceglie quindi la cassetta e il giorno/orario di consegna.

Direttamente dal produttore al consumatore, aperto tutti i giorni c’è invece a Magenta l’Al Toc, market che riunisce i produttori del Parco del Ticino e una selezione di altri prodotti di qualità: macelleria, gastronomia, formaggi, pane fresco, frutta e verdura che esprimono e valorizzano il territorio. Il progetto nasce dalla collaborazione tra alcune imprese del Parco del Ticino riunitesi sotto il nome di “Quattro quarti” con lo scopo di promuovere una nuova idea di commercio alimentare basato sulla filiera corta, sulla sostenibilità e sui forti valori della tradizione. Tra queste, l’azienda agricola Camisani che si dedica alla coltivazione del riso nella campagna di Gaggiano e dintorni, nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano. La raccolta e la lavorazione del riso avviene rispettando le antiche tradizioni: il raccolto viene lavorato presso la Cascina Molino di Sotto, dove è ancora attivo il mulino per la pilatura e sbramatura del riso.

E per una cena agreste farm to table la chef Alice Delcourt di Erba Brusca propone il suo menù “senza frigorifero”, eliminando il frigorifero come step tra lo sradicamento dell’ortaggio e il suo servizio nel piatto. Erba brusca si trova sui Navigli – meglio andarci in bici per essere green al 100% – e godere di un’esperienza gourmet semplice quanto raffinata: tutto è raccolto dall’orto dietro al ristorante quando non è prelevato da mini-serre o piccoli produttori biologici.

Momenti verdi che scansano il grigio milanese un po’ più in là.


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