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Fonti energetiche fossili: sussidi troppo alti

Marco Pupeschi
4 dicembre 2015

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Secondo l’International Energy Agency, il totale dei sussidi concessi dai governi mondiali al settore delle fonti energetiche fossili sono passati dai 575 miliardi di dollari del 2012 ai 510 miliardi di dollari nel 2014. Per contro, i sussidi alle fonti rinnovabili nel 2013 sono stati pari a 121 miliardi ovvero il doppio rispetto al 2009 (non è ancora disponibile il dato sul 2014, ma il trend dovrebbe essere confermato). Il dato potrebbe far pensare che il trend si sta invertendo e che la forbice tra sussidi al comparto fossile e sussidi alle energie rinnovabili si stia riducendo; secondo l’IEA, di questo passo gli aiuti al fossile termineranno nel 2030. Una buona notizia? No, ahimé, si tratta solo di un’analisi parziale.

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Un’indagine compiuta dal Fondo Monetario Internazionale, che comprende anche i costi indiretti e i costi sanitari, ha stimato per i sussidi erogati al fossile nel 2015 hanno un valore complessivo circa 10 volte superiore: 5,3 trilioni di dollari. Una cifra superiore alla spesa sanitaria mondiale secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Fino a che i sussidi al fossile saranno di queste dimensioni, investire in energie rinnovabili non sarà mai conveniente a livello globale. Inoltre, secondo il FMI, l’inquinamento genera costi complessivi, a partire da quelli per la salute, per oltre 2.700 miliardi di dollari.

E in Italia? Il Ministero della salute ha reso noto quest’anno le statistiche di mortalità attribuite all’inquinamento dell’aria: le vittime sono più di trentamila (per l’Agenzia Europea dell’Ambiente sono più del doppio), delle quali il 65% abitano al Nord – 5000 solo nella provincia di Milano.

Non bisogna scoraggiarsi. La salute è e rimane un diritto.


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