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Formula1, Eddie Irvine senza filtri: “Ai miei tempi era più difficile guidare!”

Alessandro Cassaghi
18 Novembre 2019

L’ex campione di Formula1 Eddie Irvine non ha peli sulla lingua e di cose da dire sul mondo delle auto da corsa ne ha ancora parecchie. Intervistato da L’Insider, il pilota ha raccontato molto della sua carriera e si è lasciato andare a diverse considerazioni riguardo quello che è oggi il presente e il futuro della F1.

Ad esempio, si è soffermato molto sulla differenze nello stile di guida dei suoi tempi rispetto a quello dei piloti moderni: “Ora ci sono più gare rispetto a prima, e in questi nuovi circuiti moderni come Singapore o Baku, le via di fuga sono tante e non ci sono curve – ha raccontato – Sono piste troppo sicure, non si possono fare incidenti! E se commetti errori, per me dovresti almeno perdere una posizione, o non essere in grado di ritornare in pista. Correre, per me, voleva dire spingere al limite, ma senza commettere errori. Ora invece i ragazzi commettere errori e ritornano in pista».

Non ha perso un briciolo della sua verve l’ex campione: Eddie ne ha anche per l’elettronica, che ha rivoluzionato le gare automobilistiche.È andata troppo oltre – spiega con piglio deciso – Con il DRS premi un pulsante e sorpassi, se butti al vento le qualifiche del sabato non è più cosi importante perché in gara potrai sorpassare molto facilmente. Prima la pressione c’era in ogni istante del weekend perché se commettevi uno sbaglio il venerdì e pioveva sabato, partivi da dietro ed era davvero difficile riuscire a recuperare. Hanno reso tutto più semplice per aumentare la spettacolarità, ma per me questo è un aspetto misero dello sport”.

Ma, quindi, che cosa differenziava davvero un pilota degli anni ’90 rispetto a uno di oggi?Non credo che il livello di abilità fosse diverso – continua Eddie su L’Insidercredo anzi che la qualità dei piloti nel corso del tempo sia aumentata. Le piste erano molto più irregolari, per questo avevi più imperfezioni che rendevano il tutto più difficile; ma ora senza le imperfezioni forse la velocità di punta è più alta. Ai miei tempi guidavi con una mano e con l’altra cambiavi marcia. Ora hanno levette dietro al volante e di sicuro i tempi sul giro sono migliori perché i piloti possono concentrarsi sulla guida senza preoccuparsi di cambio, marcia e frizione. Ora guidano in maniera perfetta perché tutto il resto è già stato messo a punto per loro. Ai miei tempi dovevi essere al top in tutto”.

Verso la fine dell’intervista, Irvine parla anche della sfida Leclerc-Vettel, compagni alla Ferrari ma che in pista lottano per vincere. “Dissi fin da subito che Sebastian Vettel era un bersaglio facile e che Charles Leclerc aveva ottime possibilità di batterlo. Vettel è un gran pilota ma commette un sacco di errori e non ho mai pensato fosse davvero così veloce nonostante i 4 titoli. Per questo penso che in Ferrari dovrebbero concentrarsi su Leclerc – rincara Irvine – Charles potrebbe arrivare alla bravura di Lewis Hamilton, fresco campione del mondo. Lui è forse il miglior pilota di sempre, magari non il più veloce, ma nell’uno contro uno è il migliore”. Un ultimo pensiero, Irvine lo dedica proprio al suo ex compagno di squadra Michael Schumacher:Schumi era più veloce, io facevo quello che potevo ma non potevo raggiungerlo. Non c’e mai stato uno più veloce di lui. Magari faceva errori, ma a velocità incredibile. Era bello essere in squadra con lui, e cercavo di capire come faceva ad essere cosi veloce”.

 



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