Arte

Fragili segni: l’arte rupestre dell’Africa centro-orientale

Rita Cotilli
26 settembre 2017

Libia, Fezzan, figura umana dipinta

Esistono luoghi nel mondo dove la presenza dell’uomo è attestata da segni antichissimi, rare e preziose testimonianze del passato custodite nelle rocce. Tra questi, i territori del Corno d’Africa e della Libia, ricchi di esempi di arte rupestre, la cui integrità è, però, minacciata dai continui conflitti armati e dalle rotte migratorie verso l’Europa.

Per preservare la memoria e il valore di queste antiche testimonianze è stata allestita la mostra La fragilità del segno. Arte rupestre dell’Africa nell’archivio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, presso il Museo Archeologico nazionale di Firenze fino al 26 novembre 2017.

Libia, Fezzan, coccodrillo

L’esposizione, realizzata dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, sotto il patronato dell’UNESCO, racconta la storia dell’uomo e dei segni da lui lasciati, con l’intento di risvegliare l’attenzione del pubblico sui problemi che affliggono queste aree del pianeta.

Protagoniste sono le immagini, provenienti dall’Archivio Fotografico dell’IIPP, ricevuto in lascito da Paolo Graziosi (1906-1988), suo fondatore e primo presidente. L’archeologo, tra il 1933 e il 1972, aveva portato a termine 20 missioni nel territorio africano, documentate da fotografie e filmati, diventando uno specialista di fama mondiale nel campo degli studi di arte preistorica.

Libia, figure dipinte

Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni: la prima riguarda l’attività di Graziosi e il tema della salvaguardia del patrimonio culturale mondiale; la seconda è dedicata alle testimonianze d’arte preistorica del Corno d’Africa; la terza, infine, presenta l’arte rupestre libica attraverso animazioni, video e installazioni. Proprio in Libia, nella regione del Fezzan, si trovano i siti rupestri del Tadrart Acacus, già dichiarati Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1985 e inseriti nel 2016 nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo: “Heritage in danger”.

Preservare queste antiche e straordinarie manifestazioni artistiche è l’intento della mostra: un viaggio nel passato, per porre l’accento sulle problematiche odierne che attanagliano questi luoghi e i fragili segni che essi custodiscono.

 

La fragilità del segno. Arte rupestre dell’Africa nell’archivio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria
Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Piazza Ss. Annunziata, 9b
23 settembre – 26 novembre 2017
Orari:  da martedì a venerdì 8.30 -19.00; da sabato a lunedì 8.30-14.00


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