Musica

Gennaio: silenzio musicale?

staff
2 gennaio 2012

La prima settimana di gennaio rappresenta un po’ per tutti un breve letargo in cui rifugiarsi dopo  i gozzovigli natalizi. Tutta Italia attraversa sette giorni di dolce assopimento: c’è chi, potendo, ne approfitta per partire alla volta di lontani paesi esotici; chi sfreccia sulle montagne innevate; chi si rifugia nel dolce tepore familiare, per farsi viziare e coccolare. Anche la vita culturale del nostro paese sembra subire una battuta d’arresto, un grande respiro prima di tuffarsi nel vortice turbinante del nuovo anno. La maggior parte dei teatri chiude i battenti concedendosi una pausa, e sono davvero pochi gli eventi a carattere musicale che riempiono queste giornate. Ne segnaliamo due che, nel “silenzio” di questo inzio gennaio, sono senz’altro proposte musicalmente preziose.

 

Venerdì 6 LaVerdi, nella sua speciale veste barocca, propone a Milano all’Auditorium Fondazione Cariplo l’integrale del “Weihnachts-Oratorium” di Johann Sebastian Bach, l’oratorio di Natale per soli, coro e orchestra BWV 248. Trattandosi di un’opera strutturata in 6 diverse cantate, per un totale di 64 singoli brani, il concerto è diviso in due sezioni: alle 17.00 le parti I, II e III; alle 20.00 le parti IV, V e VI. Nonostante quest’oratorio sia una delle composizioni più note di musica sacra e una fra le più eseguite di Bach, pochi sanno che l’opera ricevette numerose critiche nel corso del 1800 e del 1900. Veniva infatti rimproverata al compositore la non originalità dei temi musicali dell’oratorio, in quanto si trattava di motivi già utilizzati da Bach in precedenti composizioni profane. Questa pratica musicale di auto contaminazione, ampiamente diffusa fino all’inizio dell’800 (ne è un esempio Rossini), si esaurì con la nascita della cultura romantica, che individuava l’Arte unicamente nell’atto creativo originale.
Un’ulteriore particolarità dell’esecuzione de LaVerdi è data dal fatto che le parti solistiche del soprano e del contralto, tradizionalmente affidate a cantanti donne, questa volta saranno interpretate dal giovane sopranista Paolo Lopez e dal controtenore Nicola Marchesini. Insieme a loro, il tenore Makoto Sakurada e il basso Christian Senn, tutti guidati dalla bacchetta esperta del direttore Ruben Jais, fondatore dell’orchestra LaVerdi Barocca.

 

Domenica 8 invece ci spostiamo a Roma al Conservatorio di Santa Cecilia, dove il pluripremiato Alexander Lonquich – per questo concerto in duplice veste di pianista e direttore – dedica un’intera serata al genio di W. A. Mozart. Insieme all’orchestra dell’Accedemia Nazionale di Santa Cecilia, Lonquich interpreterà le “Sei danze tedesche K 509”, il “Concerto per pianoforte e orchestra K 456” la “Maurerische Trauermusik K 477” e la “Sinfonia n° 36, Linz, K 425”. L’obiettivo è quello di dare un assaggio della varietà compositiva e musicale del genio di Mozart, che spazia dall’arrangiamento orchestrale delle musiche popolari tedesche alla forma del concerto per piano e orchestra (quello eseguito da Lonquich è il n°18 sui 27 composti da Mozart); dalla tradizionale sinfonia con forma sonata (ne compose ben 41!) alla marcia funebre massonica, composta nel 1785, anno che vide l’ingresso ufficiale del compositore nella società segreta. Una “vastità musicale” quella di Mozart, rimasta imbattuta nel corso dei secoli e il cui impatto emotivo e compositivo riesce ancora a stupire.

 

Eva Marti


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