Arte

George de La Tour: la prima mostra italiana a Palazzo Reale

Elisa Monetti
15 Febbraio 2020

Georges de La Tour, La rissa tra musici mendicanti, 1625 – 1630 ca., The J. Paul Getty Museum, Los Angeles, Stati Uniti

Palazzo Reale inaugura la prima mostra italiana interamente dedicata a uno dei maestri più amati del Seicento francese: “Georges de La Tour: l’Europa della luce”.

L’esposizione, visitabile fino al 7 giugno, porta a Milano 15 opere delle 40 di certa paternità dell’artista, più una a lui attribuita – questo specialmente grazie alla fitta rete di cooperazione internazionale con importanti istituzioni museali che ha lavorato per ottenere tali prestiti da ben tre continenti.

Prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, la mostra porta finalmente in luce uno degli artisti più misteriosi e affascinanti del suo tempo. Poche sono infatti le nozioni sulla vita di de La Tour a noi pervenute; non sappiamo molto delle sue origini e della sua formazione, se non le certe radici nel Ducato di Lorena dove, inizialmente, incontrò la fama prima di essere nominato, nel 1639, pittore di Luigi XIII. Diversi atti giudiziari a suo carico fanno poi immaginare un’indole piuttosto violenta e agitata; ne emerge altresì una vera ossessione nel difendere il titolo nobiliare acquisito col matrimonio.

Tale indomabile temperamento rende quasi inevitabile il paragone con Caravaggio, suo contemporaneo. Ma non vi sono che ipotesi a dimostrare un viaggio di de La Tour in Italia, non possiamo pertanto dire che abbia incontrato e conosciuto il Merisi e le sue opere. Resta tuttavia evidente, oltre che nell’indole, una strabiliante somiglianza tra i due artisti, nel modo di utilizzare il pennello. Il gioco di luci e ombre, protagonista nell’opera di Caravaggio, non manca di sorprenderci con medesima intensità nelle tele di De La Tour. L’artista ama nascondere nel buio elementi di mistero che chiedono all’osservatore di aguzzare la vista, mentre nelle rappresentazioni diurne ci abbaglia con dettagli crudamente realistici.

Commuove per la sua penetrante intensità la sua “Maddalena Penitente”, dipinta in un luogo austero con lo sguardo assorto in profonda meditazione. Assolutamente originale è anche la rappresentazione de “La negazione di Pietro”, che vede in scena anche un gruppo di guardie che giocano a dadi, ignare della straziante battaglia che imperversa nell’animo inquieto del Santo.

Coerente con la sua passione per la realtà De La Tour ci mostra angeli ispirati a persone del popolo, santi che non hanno aureola né elementi iconografici: uomini e donne con le loro debolezze, i loro difetti ma un vibrante alito di vita ad animarli. Un’occasione davvero unica per conoscere uomini di un altro tempo attraverso lo sguardo di chi, con severa onestà, ha deciso di renderli immortali.

 

Georges de La Tour: l’Europa della luce
7 febbraio 2020 – 7 giugno 2020
Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano
Orari: lunedì 14:30 – 19:30; martedì / mercoledì / venerdì/ domenica 9:30 – 19:30; giovedì / sabato 9:30 – 22:30

 



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