Letteratura

Giallo in Piemonte

Maria Stella Gariboldi
5 Maggio 2013

Sarah e Mark stanno trascorrendo il loro viaggio di nozze in Italia, su una Ford scalcagnata che li porterà attraverso le colline piemontesi fino alla Liguria. Sarah resiste al viaggio in mezzo ai boschi assolati e deserti con l’’unico pensiero di potersi a breve rinfrescare nelle acque di Viareggio – anche se a detta di Mark le spiagge italiane in estate sono affollate, invivibili, un carnaio di cui si potrebbe volentieri fare a meno.
Ma a decidere che piega prenderà la luna di miele non sarà la coppia tedesca, bensì la vecchia Ford, che improvvisamente si ferma e non vuole più ripartire. Il problema è chiaro: la macchina è rimasta senza benzina.
Sarah, in preda all’’isteria, non può lasciare la macchina –- ha i piedi martoriati dopo una passeggiata -– e così il marito si allontana con una tanica vuota promettendo di essere di ritorno nel giro di poche ore. Invece il sole cala, e Mark non tornerà più.

”Nulla resta nell’’ombra””, secondo giallo di Claudia Vilshöefer, e primo romanzo tradotto in italiano dell’’autrice tedesca, gioca sulla psicologia più che sulla suspense.
Con l’’uomo della sua vita dato per disperso, chi si improvvisa detective è la sposina Sarah, che a un anno dalla scomparsa decide di tornare in Piemonte e di indagare da sola sugli avvenimenti dell’’estate precedente. Come se questo non fosse un compito già abbastanza difficile, ai misteri sulla scomparsa si uniscono quelli che avvolgono l’identità di Mark -– ma del resto ciò non ci stupisce, dal moneto che Sarah decide di convolare a nozze dopo soli sei mesi di frequentazione.
Un marito mezzo criminale che se la dà a gambe appena varcato il confine, dunque? Oppure la vittima di un assassino efferato, perverso e ancora a piede libero?
Lo scopriremo solo dopo circa duecento pagine di sospetti, tentennamenti, incontri, ripensamenti e coltivazione delle viti.
Dopodiché la verità arriva eccome, fulminea e agghiacciante. Ma è ancora il coronamento di una trama non troppo nascosta, per quanto ben pensata.
Un consiglio molto personale, per chi come la sottoscritta soffre un po’’di fifoneria: un romanzo da non leggere prima di addormentarsi– e ancor meno prima di una gita in collina.

Maria Stella Gariboldi

““Nulla resta nell’’ombra”” di Claudia Vilshöfer, Giano, traduzione di Riccardo Cravero, pp. 272