Cinema

Girl: arriva al cinema l’acclamato esordio di Lukas Dhont

Chiara di Perna
27 settembre 2018

Lara è una ragazza di 15 anni, ha un sogno nel cassetto (diventare una ballerina professionista), un segreto da custodire (un corpo che non le appartiene) e un padre amorevole e presente.

Arriva oggi nelle sale italiane “Girl, l’opera prima del ventiseienne belga Lukas Dhont, la vera scoperta del Festival di Cannes 2018, dove il film è stato presentato e apprezzato dal pubblico e dalla giuria.

Per la prima volta il focus della trama è il corpo della protagonista. Tutte le emozioni e le reazioni di Lara sono scaturite dalla scoperta di questo corpo che non ama. Un corpo estraneo con cui è costretta a convivere mentre è ben determinata a portarne avanti la sua trasformazione.

Un momento decisivo nella vita di Lara, sempre accompagnata e sostenuta dal padre e da un’équipe di medici in grado di sostenerla psicologicamente.

Impazienza e sofferenza i sentimenti che padroneggiano il film. Tutto ruota sul senso di urgenza e disperazione della protagonista, desiderosa di raggiungere la fase finale della sua transizione.

Ed è solo con la danza che Lara riesce a sfogare il suo perenne senso di inadeguatezza nei confronti del mondo. La danza diventa, infatti, la metafora del suo stato mentale e fisico: duro allenamento e grandi sacrifici nella danza come nella vita.

Magistrale l’interpretazione di Victor Polster (Lara), protagonista della pellicola e già ballerino nella realtà, che con i suoi tratti fini ed eleganti e la cura della performance è riuscito ad appassionare e conquistare il cuore degli spettatori.

La palette di colori caldi rende l’ambiente meno cupo e tetro nonostante gli argomenti critici. Scelta notevole da parte del regista che ha preferito un registro narrativo più realistico, mettendo in luce gli aspetti più difficili della vita di Lara.

Con Girl per la prima volta, pur trattando un tema già consumato dal mondo del cinema, si parla di conflitto interiore. L’ostacolo più grande da gestire e superare. Lara, infatti, è ben accettata da tutti, amici, familiari, persone sconosciute in giro per la città. Nessuno al di fuori di lei nota questo corpo estraneo che è costretta ad abitare.

Cruciale il commento del regista sulla creazione di questo film, tratto da una storia vera, letta in una giornata qualunque, così, per caso: “È così che è iniziato Girl, dal bisogno di dire qualcosa su come percepiamo il genere, sulla femminilità e la mascolinità. Ma soprattutto sulla lotta interiore di una giovane eroina che mette a rischio il proprio corpo per diventare la persona che vuole essere. Qualcuno che sceglie di essere se stesso all’età di 15 anni, quando a molte persone occorre una vita intera”.

 


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