Cinema

Gladiatori: un cartone animato tutto italiano

staff
19 ottobre 2012

Sei anni di lavorazione per portare alla luce un progetto importante per l’animazione italiana, una tappa significativa per la casa che ha dato i natali alle fortunatissime Winx, la Rainbow di Iginio Straffi.

“Gladiatori di Roma” racconta le vicende di Timo (Luca Argentero), orfano da quando era ancora un bambino a causa della storica eruzione di Pompei del 76 d.C., che viene adottato dal generale della Roma Imperiale Chirone: inizia così a frequentare “l’Accademia dei Gladiatori”, con scarso impegno e modesti risultati, distraendosi sempre con i suoi amici Ciccius e Mauritius. Quando però la figlia di Chirone, Lucilla (Laura Chiatti), tornerà dalla Grecia, Timo si impegnerà al massimo per diventare un gladiatore modello: migliore amica durante l’infanzia, Lucilla è il primo amore del ragazzo e il suo ritorno risveglia in lui la voglia lottare per conquistarne il cuore.
Lo farà seguendo i durissimi allenamenti dell’affascinante trainer Diana (Belén Rodríguez).

Straffi segue questa volta una trama più strutturata, con l’aiuto dello sceneggiatore Michael Wilson (“Shark Tale” e “L’Era Glaciale”), che ha sicuramente dato un tocco di maturità e maggior delineazione alla storia, contribuendo a creare una narrazione adatta a risultare apprezzata da un pubblico anagraficamente più ampio, come siamo abituati dalle grandi produzioni animate d’oltreoceano.
Lo dimostra la diversità dei toni, dal drammatico inizio con la sequenza dell’eruzione del Vesuvio, alla commedia tipica del cartone animato; chiude il quadro la morale banale, ma sempre valida, del credere in se stessi. Molti i riferimenti al mondo moderno e al cinema, come ormai è consuetudine dei moderni film d’animazione: particolari pillole blu di cui parla la strega Circe, citazioni dai mondi di Batman, Hulk e Superman, allenamenti “alla Rocky”, canzoni di Tina Turner, tanto per dare un’idea; una buona mossa se si pensa a una quasi certa distribuzione internazionale futura.
Una pecca è la qualità della computer grafica della Rainbow, che conferisce una certa rigidità e tratti marcati ai disegni dei personaggi stonando un po’ rispetto alla grande accuratezza dei paesaggi ricreati, che fanno rivivere le ambientazioni uniche dell’antica Roma.

 

Giorgio Raulli


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