Fashion

Glamour e sostenibile, ma democratico: Massimo Piombo ci racconta la moda OVS

Emanuela Beretta
18 Dicembre 2019

Gli occhi che ti sorridono da dietro gli occhiali, quell’aria da dandy che racconta di un uomo di mondo, ma ancorato alle sue radici, e poi la risata contagiosa che ti mette subito di buon umore. Lui è Massimo Piombo, il direttore creativo del Gruppo OVS, già celebre nel mondo del fashion del lusso per la griffe che porta le sue iniziali, MP.

1750 negozi, 7000 dipendenti e una quota di mercato dell’8%: questi i numeri del colosso veneto, leader in Italia nell’abbigliamento donna, uomo, bambino che nel 2015 si è quotato alla Borsa di Milano e nel 2017 ha accolto Massimo nella sua squadra. Una moda trasversale, più sostenibile, attenta allo stile, con uno spiccato gusto per quel bello e ben fatto italiano che tutto il mondo ci invidia, sempre pensando ad un fashion democratico – perché i piccoli sogni del guardaroba devono essere alla portata di tutti. Una realtà in continuo fermento che oggi è proprio il designer a raccontarci.

Come è approdato al Gruppo OVS?
Sono sempre stato affascinato dall’idea di lavorare ad un progetto come questo: una moda che possa soddisfare le esigenze di tutti, glamour, ma a costi ragionevoli e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. La vita mi ha portato a delle scelte differenti, ma con il passare degli anni questo pensiero tornava e ritornava spesso. Quando poi ho proposto a Stefano Beraldo (Ceo di OVS, ndr) ci siamo capiti immediatamente. Oggi la mia mission è creare prodotti di qualità, più sostenibili e a prezzi corretti, capaci di parlare ad una clientela trasversale. Tutto questo senza dimenticare uno spiccato senso estetico. E questa è senz’altro la sfida che mi impegna, mi appassiona e mi diverte.

È stato difficile passare da una realtà del lusso come quella della sua private label ad una moda democratica come quella di OVS?
Io vengo da una storia di produzioni di nicchia e di forte artigianalità, un patrimonio culturale che ho voluto trasferire in questa nuova avventura, ma su grande scala, grazie alla potenza produttiva del Gruppo e alla distribuzione capillare in Italia e all’estero.

La scelta di averla a bordo come creative director ha significato un cambio di pelle per il marchio?
Si tratta di un’evoluzione graduale, ma importante. Il cambio di pelle potrebbe essere sintetizzato pensando ad un’evoluzione estetica del prodotto, ad una scelta stilistica che coinvolge in toto anche gli store e la comunicazione. Il nostro modello verticale di business parte dal design e comprende la creazione, la realizzazione, la commercializzazione dei prodotti: una struttura di sourcing altamente specializzata, che conta circa 300 collaboratori, con più di 20 anni di esperienza, presenti nei buying office in Bangladesh, Cina, Hong Kong, India, Turchia.

Come definirebbe quindi lo stile OVS?
Disegno ciascun pezzo pensando a ciò che è veramente indispensabile in un guardaroba. Se dovessi riassumere la mia filosofia creativa in quattro parole direi: trasversalità – perchè le nostre collezioni sono aperte a chiunque abbia il gusto del bello –, semplicità, concretezza ed una forte componente estetica. Con quello che io definisco un paprika touch, in sintesi una collezione intrisa di quel tocco italiano di energia che rende il prodotto OVS un piccolo sogno da realizzare, un acquisto glamour, ma alla portata di tutti.

Quali sono i capi che più la rappresentano per questo autunno-inverno 2019?
Che domanda complicata, è difficilissimo per me fare una scelta. L’energia creativa e produttiva che mi circonda dà vita ad una gamma di prodotti veramente ampia, e li trovo tutti meravigliosi! Ma se proprio sono costretto ad una scelta penso ai nostri cappotti. Però a ben vedere ci sono anche la maglieria, i pantaloni, poi le scarpe, le sciarpe tartan… in poche parole  tutta la  collezione.

Oggi il fashion system punta su temi come sostenibilità ed etica. Che cosa ne pensa?
La questione è estremamente delicata: l’uomo nasce e inquina, e il pianeta soffre e non possiamo stare fermi a guardare, oggi più che mai. In casa OVS la rivoluzione green ha un nome e un cognome, quello di Stefano Beraldo, che con il suo spirito visionario sta dando forza e concretezza a quella che è una sfida, ma anche una necessità urgente.

Nel concreto questo che cosa significa?
Portiamo avanti con grande impegno il progetto WeCare, il programma di OVS per l’innovazione sostenibile, per una moda circolare: quest’anno abbiamo trasformato le reti da pesca abbandonate sui fondali degli oceani in una capsule collection beachwear realizzata in filo rigenerato Econyl®. Entro il 2020 raggiungeremo un importante obiettivo: il 100% del cotone utilizzato nelle collezioni OVS sarà sostenibile e includerà cotone organico, cotone proveniente da coltivazioni BCI (Better Cotton Initiative) o riciclato e anche un denim ecologico, che è privo di permanganato di potassio, nocivo per l’uomo e l’ambiente. E a dispetto di quello che si potrebbe credere questo forte impegno etico non esclude il lato estetico e la possibilità per il nostro pubblico di vestire in modo “wow”, ma sempre ad un prezzo corretto.