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Glion, a scuola di ospitalità. Intervista doppia a due ex student ambassador

Martina D'Amelio
7 marzo 2018

Da sinistra, Enrico Manasse e Mario Nurzia, due ex student ambassador di Glion nonché intervistati speciali per Luuk Magazine

Sognate una carriera nel mondo dell’ospitalità di lusso? Allora preparate le valigie. Destinazione: Svizzera. E per la precisione Glion, un suggestivo villaggio sopra le alture del lago di Ginevra che appartiene al comune di Montreux, ma è più famoso per la sua prestigiosa Università. Stiamo parlando del Glion Institute of Higher Education, polo di eccellenza nel settore dell’ospitalità e del luxury management. Una sorta di Columbia per futuri manager nel campo dell’hotellerie e dell’accoglienza – di lusso, ovviamente.

Nella top 5 degli istituti di settore a livello mondiale, Glion dal 1962 accoglie studenti di circa 98 nazionalità – e comprende altri due poli, uno svizzero, a Bulle, e l’altro a Londra, negli spazi dell’University of Roehampton. Nei campus gli allievi studiano management e finanza, ma anche marketing e gestione delle risorse umane, fino ad occuparsi di tutti gli aspetti pratici dei ruoli previsti dallo staff alberghiero e di accoglienza. Teoria e pratica quindi (nelle più prestigiose strutture internazionali: si va dai cinque stelle come Shangri-La, Bulgari, Mandarin Oriental, per arrivare ad aziende come Etihad, J.P. Morgan, Louis Vuitton), che si avvicendano nei corsi pensati su misura per gli studenti che ruotano intorno al tema principale dell’International Hospitality Business.

La veduta aerea del collegio, che sorge sul lago di Ginevra

La retta stellare e il rigido metodo d’insegnamento svizzero ripagano, considerato che ben l’89% dei laureati si ritrova con più di un’offerta di lavoro in mano nel proprio graduation day. O almeno, è questa l’esperienza che ci hanno raccontato Mario Nurzia ed Enrico Manasse, due giovanissimi ex student ambassador che oggi hanno intrapreso carriere di successo, il primo nel campo della fashion hospitality – è infatti attualmente Assistant director della boutique De Grisogono di Ginevra – e il secondo nel campo dell’hotellerie, in veste di Relationship Employee dell’Hotel Eden di Roma, il 5 stelle lusso che fa parte della catena Dorchester Collection. Li abbiamo incontrati per raccogliere le loro testimonianze sul proprio trascorso scolastico, alla vigilia dei prossimi open day del Glion Institute of Higher Education che si terranno proprio nel mese di marzo 2018. Insegnamenti, ricordi, aneddoti che regalano una fotografia di quest’istituto altamente professionale. Ma ciò che si evince dalle parole di questi due ex Campus Life Leader, Glion è anche e soprattutto una scuola di vita…

Spiegaci in cosa consiste il tuo lavoro.
M.
Assisto la direttrice della boutique De Grisogono di Ginevra. La mia posizione mi permette di occuparmi di diverse mansioni e questo è uno degli aspetti che apprezzo di più del mio ruolo. Il mio capo viaggia molto, quindi spesso e volentieri ricopro la sua funzione quando non si trova fisicamente in città. Trattandosi di Alta Gioielleria, mi è capitato anche di relazionarmi con giornalisti, presentare preziosi durante alcune cene con potenziali clienti VIP e sincerarmi del corretto svolgimento delle vendita d’asta.
E. Faccio parte di un team dinamico la cui mission principale è essere il primo referente per ogni richiesta o necessità degli ospiti di uno splendido albergo 5*L. Il mio contatto con il cliente inizia al momento della prenotazione, per poi svilupparsi durante il soggiorno fino a continuare, talvolta, anche dopo la partenza. In questo lavoro è indispensabile avere molta empatia e buone capacità comunicative, ma soprattutto capire sempre chi si ha davanti per rendere ogni permanenza unica.

L’ingresso del Campus di Glion

Hai sempre voluto fare questo lavoro, sin dai tempi di Glion?
M.
Il mio lavoro attuale è indissolubilmente legato alle esperienze vissute durante i miei anni universitari. Ho sempre apprezzato il lusso nelle sue diverse forme, ma all’epoca facevo parte di quei ragazzi che non avevano le idee chiarissime sul proprio futuro. Grazie alle differenti opportunità lavorative ricevute negli ultimi anni, ora mi ritrovo nel mondo Haute Joaillerie, un settore che mi permette di spaziare in diversi campi del lusso e che mi appassiona moltissimo.
E. Senza immaginarne tempi e modalità, ho sempre voluto fare un lavoro dove essere a contatto con le persone fosse fondamentale fin dai tempi in cui ero solo un semplice studente. Il campo dell’hotellerie è sicuramente il più congeniale ai miei interessi e alle mie esperienze.

Che percorso di studi hai intrapreso all’Università di Glion?
M.
Il percorso che ho scelto è stato quello di Bachelor in Hospitality Management per i primi anni, dopodiché ho avuto l’opportunitaàdi far parte dei 19 studenti che sono stati ammessi alla nuova specializzazione di Luxury Brand Management. Questo mi ha permesso di avere una formazione completa anche sul mondo al quale piano piano mi stavo già indirizzando.
E. Esattamente come Mario, ho intrapreso prima gli studi del corso Bachelor in Hospitality Management per poi specializzarmi in Luxury Brand Management. Ci tengo a sottolineare che mi sono laureato con gli Honors!

Cosa hai imparato a Glion che si è rivelato utile nel tuo lavoro attuale?
M.
Poter sintetizzare tutto ciò che ho imparato durante i miei anni a Glion in poche righe sarebbe complicato, ma in primis riuscire a rapportarsi con tutte le diverse nazionalità che incontro oggi. A Glion avevamo l’opportunità di condividere il nostro quotidiano con studenti provenienti da ogni parte del mondo e questo mi ha permesso di conoscere diverse culture e lingue.
E. Prima di tutto, la comunicazione sia orale che scritta. Dalle e-mail, alle presentazioni, al dialogo con gli ospiti. In secondo luogo ho imparato ad apprezzare l’Italia e le sue eccellenze. È stato incredibile notare come i compagni di altre nazioni apprezzassero lo Stivale, i suoi chilometri di coste, i borghi storici, il suo clima mite e la sua varietà paesaggistica. Vivendo tre anni lontano da casa ci si rende conto di quanto potenziale il nostro Paese abbia.

Studenti al lavoro al Glion Institute of Higher Education

I punti di forza della tua formazione a Glion.
M. Senza dubbio uno dei punti di forza di questa università privata é la possibilità di studiare i principi teorici e poterli mettere in pratica durante gli stage. Attraverso i molteplici contatti, gli studenti riescono a fare pratica nei migliori alberghi del mondo. Hanno la possibilità di respirare la cultura di qualsiasi luogo preferiscano. Io avevo optato all’inizio per un’esperienza al quartier generale di Cartier a New York. Un altro punto di forza sono le posizioni di ruolo nella struttura che permettono agli studenti volonterosi di avere responsabilità aldilà di quelle accademiche. Essere “Campus Life Leader” permette, per esempio, di far parte di un gruppo di 10 studenti che gestiscono eventi, sicurezza e benessere del corpo studentesco. I circa 20 “Glion Ambassadors” invece si occupano di incontrare giovani promesse interessate a studiare a Glion. Si può anche diventare “S.G.A. President”, un ruolo che fa da tramite tra il management dell’Università e il corpo studentesco. Ci sono pari opportunità per tutti, basta essere motivati e volenterosi.
E. Il vasto capitale umano presente in un unico Campus. E poi il fatto di cambiare compagni di classe ad ogni lezione, sviluppando tantissimi rapporti interpersonali. La varietà degli esami, dalla finanza al teatro, l’attenzione ai nuovi trend dell’hotellerie. Infine l’alternanza scuola/lavoro, teoria/pratica – possibile anche grazie ai servizi della scuola stessa, che offre un bar lounge e un ristorante– è stata per me un’esperienza fondamentale. Un aspetto da migliorare? L’insegnamento delle lingue, a Glion, deve essere a mio avviso potenziato.

Il tuo ricordo universitario più bello.
M.
I miei anni a Glion sono pieni di ricordi fantastici. La soddisfazione in seguito a un progetto di gruppo ben riuscito, i molteplici eventi organizzati con il mio amico Enrico. Ma Glion non è solo studio… Dall’ andare a lezione il pomeriggio dopo una mattinata di sci con gli amici, all’addormentarsi mentre si ammirano i più bei tramonti riflessi sul lago Leman. Mi ricordo anche di lunghe galoppate a cavallo tra le foreste e i prati della regione di Gruyères.
E. Tre ricordi su tutti: le interminabili corse sul lungolago. Le cene a casa con compagni di ogni parte del mondo, rigorosamente Italian style (anche se sono un pessimo cuoco, ho amici gentili ed educati). Infine i semestri in cui sono stato scelto dal corpo docente per fungere da tramite tra studenti ed Università: questo mi ha permesso di organizzare eventi e facilitare la vita degli nuovi arrivati al Campus.

Il ristorante gastronomico all’interno del Campus di Glion

Perché studiare a Glion oggi?
M.
Glion non è un’Università come le altre. È un collegio tra le montagne svizzere dove si incontrano persone provenienti da tutto il mondo. L’intenzione principale del metodo d’insegnamento è quella di mettere in pratica le nozioni teoriche tramite stage in luoghi fantastici. Permette di essere educati grazie ai migliori professori del mondo e le opportunità che possono seguire a compimento di questo percorso di studi sono, per mia esperienza, davvero uniche.
E. Posso dire con certezza che è stata la migliore esperienza formativa e di vita che abbia mai fatto. Ho conosciuto persone incredibili ed imparato ad affrontare tutto con la curiosità di chi non sa ed ha il piacere di imparare. Poi ci sono dei dati oggettivi che rafforzano il valore di questa mia scelta e quella di chi vorrà intraprendere una carriera nel mondo turistico-alberghiero: i 25 milioni di turisti internazionali del 1951, oggi sono 1,1 miliardi (ed arriveremo a 1,6 miliardi entro i prossimi 2 anni, secondo WTO).

Dove ti vedi nei prossimi 5 anni?
M.
Le diverse opportunità che ho vissuto fino ad oggi mi hanno permesso di scoprire il funzionamento di aziende e società differenti. L’intenzione è quella di ampliare le mie conoscenze per poi poterle sfruttare, insieme alla mia dedizione al lavoro, nel creare qualcosa di mio. Provenendo da una famiglia d’imprenditori, la reputo un’evoluzione naturale.
E. Chi lo sa? Ad oggi cerco di continuare a imparare da ogni persona che incontro, proprio come mi ha insegnato Glion. Nei prossimi 5 anni voglio realizzare gli obiettivi che mi sono posto sul lavoro, e miro a lanciare i due progetti a cui mi sto dedicando con alcuni amici nel tempo libero che mi stanno particolarmente a cuore.


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