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Göteborg, la sposa del mare

Carla Diamanti
1 settembre 2016

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Una stazione centrale tutta di legno, con il soffitto dipinto di banco, i ventilatori che rinfrescano la calura estiva e le bancarelle di fiori e fragole. Così incontro Göteborg, la sposa svedese del mare. Il mare è la sua vita, si capisce dal museo galleggiante più grande del mondo con vascelli, navi da pesca e da guerra e persino un sommergibile, tutti funzionanti e ancorati sul canale per essere visitati. Il mare è la sua origine: nel XVII secolo re Gustavo II Adolfo pensò che fosse necessario costruire una città sulla costa occidentale, troppo esposta alle mire di Norvegia e Danimarca. Il mare è stato la sua sfida: durante la costruzione ci si rese conto che i fondali erano troppo fangosi e allora il sovrano si rivolse agli olandesi, che avevano costruito un’altra città su fondali altrettanto fragili. Si chiamava Giacarta, quella a cui sembra si sia ispirato il tracciato di Göteborg.

Il mare è la sua fortuna: sul fossato attorno alla fortezza iniziale cominciarono a scivolare i Paddan, le imbarcazioni piatte diventate una delle attrazioni principali. Come tutti i visitatori, non mi sottraggo al piacere di guardarmi la città dall’acqua, facendo attenzione ad appiattirmi sulla sedia e addirittura a inginocchiarmi sul fondo della barca quando si passa sotto i ponti bassissimi. Ma la vera fortuna cominciò secoli fa, quando la Compagnia delle Indie Orientali scelse Göteborg come uno degli scali più importanti lungo la sua rotta. Scalo importante significa soste dei vascelli, certo, ma soprattutto stoccaggio di merci, scambi, commerci e stazioni di posta. Insomma ricchezza, oltre alla presenza su tutte le carte marittime del tempo. Il mare l’ha fatta bella: i mercanti europei si affezionarono sempre di più al porto che generava le loro ricchezze e perciò vollero contribuire alla sua crescita. Le donazioni confluirono in progetti per promuovere la cultura che finì per entrare nel DNA di Göteborg. La respiro nelle viuzze di Haga, frequentate dagli studenti delle università, nelle sale dell’antica sede della Compagnia, diventata Museo Civico, e in quelle del Museum of Art, una delle collezioni più belle del nord Europa. La vedo sposarsi con il mare nelle linee dell’edificio che accoglie l’Opera, costruita a pelo d’acqua e a forma d nave.

Il mare è cibo: entro a Feskekörka e scopro un pittoresco mercato con botteghe ordinate che vendono panini stracolmi di gamberetti freschissimi. Ne compro uno take away, esco al sole e mi siedo sui gradini che scendono verso l’acqua che serpeggia fra il verde disegnando sulla mappa una specie di ventaglio.  O di merletto. Sole, gabbiani, mare. Prendete il tempo di fermarvi un attimo anche voi per sentire l’essenza di Göteborg.

 

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