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Green news di giugno: in bici con l’architetto e in tenda nel deserto

Alessandra Buscemi
8 giugno 2018

Questo mese con le nostre news naturali e sostenibili vi portiamo in tre posti diversi per differenti esperienze: a Torino per scoprire la città in bici, nell’oceano per fermarci a pensare al nostro impatto sulla più grande riserva d’acqua del mondo e al contributo che possiamo dare per ridurre la plastica negli oceani, e infine nel cuore del deserto, alle porte del Sahara, per scoprire l’esperienza di una notte in tenda (ma di eco-lusso).

In bici con l’architetto
ArchiBike ha permesso la scorsa settimana di conoscere e visitare Torino attraverso un tour in bicicletta nei luoghi suggeriti dagli studi d’architettura torinesi. Ideato e realizzato da TOWANT, ArchiBike mostra la città attraverso le riflessioni dell’architetto contemporaneo, che ogni giorno contribuisce alla loro trasformazione e al loro stile. In questo primo appuntamento del 2018 sono stati coinvolti gli studi: Archicura, FRAGOMELIANDPARTNERS, GOODFOR, Italia and Partners, LSB Architetti Associati, MG2 ARCHITETTURE, STUDIO GRANMA Architetti Associati. Nel capoluogo piemontese il percorso si è snodato tra il parco Dora, la Nuvola Lavazza, la Fondazione Agnelli, Torino Esposizioni, OGR (Officine Grandi Riparazioni) e il lungo Po tra i due ponti, Ponte Vittorio Emanuele I, il ponte più antico di Torino progettato dagli ingegneri di Napoleone e il ponte Franco Balbis, posto di fronte alle Molinette (il grande ospedale torinese) progettato (tra gli altri), negli anni trenta, dall’architetto Pagano.

In tenda nel deserto
Siamo nel deserto, in un’oasi in mezzo a un uliveto, dove è possibile lasciarsi condurre in un magico viaggio attraverso i sapori mistici, profumi e suoni del Marocco. Il tutto nella tenda tradizionale, dove è possibile vivere un’esperienza indimenticabile respirando la vera natura. Ballerini e musicisti arricchiscono la serata sotto le stelle, mentre la cucina marocchina allieta il gusto. L’idea di vivere l’esperienza della tenda nel deserto, sulla scia del gampling, ovvero il camping di lusso, è di Amanjena, resort che si trova in un’oasi verde a pochi km dal centro di Marrakech ed è contornata dal golf Amelkis, dall’inizio del deserto, mentre all’orizzonte si scorgono le montagne dell’Atlas.

Nell’oceano, ma con meno plastica
Oggi si festeggia la Giornata mondiale degli oceani. A proporne la nascita è stato il governo canadese nel 1992, al Summit della Terra tenutosi quell’anno a Rio de Janeiro. Dal 2008 la ricorrenza è riconosciuta dalle Nazioni Unite (Onu). Anche quest’anno sono previste decine di eventi: al Palazzo di vetro di New York, sede dell’Onu, interverrà anche il fondatore di Parley for the oceans che riunisce artisti provenienti da tutto il mondo. Uno di loro, il fotografo Chris Jordan, ha reso disponibile gratuitamente il proprio film Albatross per denunciare i devastanti effetti della plastica sugli albatri. L’obiettivo della Giornata è ricordarci che sono gli oceani a fare da collante tra le nazioni e i popoli della Terra, ma avvertirci che stanno soffocando perché li consideriamo la soffitta dove accantonare tutto quello che non ci serve più. Ogni anno produciamo più di 300 milioni di tonnellate di plastica: di queste, almeno 8 milioni finiscono in mare. Se non cambieremo stile di vita, nel 2050 ci sarà più plastica che pesci.


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