Green

Green stories: la Grande Muraglia Verde

Marco Pupeschi
27 luglio 2018

Una grande barriera verde che si oppone all’avanzare del deserto: “The Great Green Wall of the Sahara and the Sahel Initiative” è il piano adottato poco più di dieci anni fa dall’Unione Africana e finanziato dalla Banca Mondiale e dalle Nazioni Unite per contenere il fenomeno della desertificazione.

A dire il vero l’idea è nata nel 1952 e appartiene a R.B.Baker, che durante una spedizione nel deserto capì per primo l’importanza di un’azione in questo senso. Oggi, la Grande Muraglia Verde è diventata una realtà concreta: una barriera di alberi larga 50 chilometri e lunga 7600 per fermare l’erosione delle terre fertili africane.

I lavori sono cominciati nel 2007 e coinvolgono 11 nazioni della fascia Sub-Sahariana: Burkina Faso, Chad, Eritrea, Etiopia, Gibuti, Mali, Mauritania, niger, Nigeria, Senegal e Sudan. Dopo poco più di un decennio si possono analizzare i primi risultati: il Senegal ha strappato al deserto 25mila ettari di deserto su cui adesso si stagliano dodicimila alberi; in Nigeria sono stati creati ventimila nuovi posti di lavoro. Nelle colture presenti all’interno della Grande Muraglia Verde adesso crescono: cocomeri, insalata, melanzane, arance… proprio là dove prima c’erano solo sabbia e sassi.

Anche se la Grande Muraglia Verde copre meno di un sesto degli 8mila chilometri previsti e anche se la desertificazione non riguarda solo il Sahara ma è un fenomeno che colpisce tutte le terre aride e secche, ovvero la metà delle terre del nostro pianeta, tuttavia il successo di questa iniziativa ci rende ottimisti: se è vero che il maggior problema sono la mancanza di fondi, il progetto dimostra che un impegno concreto non solo è possibile ma anche efficace.


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