Leggere insieme

Grilli e rane

Marina Petruzio
20 Ottobre 2019

Grilli e rane” di Barbara Ferraro, che oltre a essere autrice è anche fondatrice e anima del sito AtlantideKids letteratura per l’infanzia e libraia, con le illustrazioni di Alessandra Lazzarin inaugura la Collanina, una nuova collana di Edizioni Corsare composta da libri dal formato maneggevole, mai caotici per facilitarne l’approccio, curati nella veste grafica, nella scelta delle storie e della carta, pensati come ponte tra gli albi illustrati e i romanzi più articolati.

I ricordi sono come punti luminosi che si accendono qui e là. Quando meno te lo aspetti ne risenti i profumi, talvolta catturano anche friabili briciole di sapori, si rivivono le sensazioni e le emozioni di un tempo che appartiene al passato, a volte vicino, molto più spesso lontano. Senza indugi ne ripercorri i passi. Talvolta svaniscono come bolle di sapone, altre sono compagni di vita. Restano con te, ti accompagnano. Sono quelli dei giorni più belli. Allora forse si può provare un desiderio pungente di farli rivivere non solo per sé stessi, di poterli guardare, poggiare sul tavolo, che già lì forse stanno ma nessuno li può vedere. Può nascere l’urgenza di toccarli, come di materializzarli. E qui sta la magia della scrittura: dà voce e forma. E quando la voce è quella tranquilla di Barbara, quando scrivere significa cercare un linguaggio che porti calore, semplice e ricercato allo stesso tempo, allora ci si siede e si ascolta, che ai bambini piace tanto che gli si racconti di quando si era piccoli, di nonni che non ci sono forse più e che sono tanto affascinanti, di genitori che ora sono nonni, e forse anche questo fa parte dei ricordi perché anche ai grandi allora piace ascoltare.

“Quando scrivo – dice Barbara Ferraro – attingo alla meraviglia. Seguo un sentiero che è battuto dal mio essere abituata a percorrerlo da sempre. Nella mia infanzia germogliano i semi della mia scrittura. In ‘Grilli e rane’ ho cercato di raccontare la semplicità delle mie giornate estive, delle quali ricordo molto, ma soprattutto i minuti, dolcissimi, in cui ripercorrevo le avventure appena trascorse e sussurravo a me stessa che, concentrandomi per bene, avrei potuto continuare a viverle sognando. Amavo quei giorni, li amo ancora, erano e sono di gioia, avventura, amicizia”.

Tre i ricordi raccontati, i momenti d’estate in Sila a casa dei nonni. Tre capitoli, brevi storie ricche di colori, di affetto, della serenità e della semplicità di un luogo famigliare. Le figure dei nonni, la loro vita insieme, delle faccende, della cucina. Le coperte assortite, una sopra l’altra che così si usava: quel che c’era. E le lenzuola di flanella dai fiori e dai colori differenti a seconda che si trattasse di lenzuolo o di federa. E poi i giochi, le piccole avventure quotidiane e le risate, come di quella notte dove il nonno si era palesato in camiciola da notte, pantofole e berretto da notte con pompon e scarpa in mano a dar la caccia a un rumore sinistro: lui e la scopa dietro e la nonna davanti, lei che non aspettava ma faceva. Il racconto di un ricordo che è l’incontro tra una bambina e una cagnolina randagia, un incontro tra due giovinezze diverse ma compatibili, tra quelle ginestre che mutano colore alla montagna, seminate dagli aerei per rendere meno brutta la guerra.

E poi la caccia alle rane per il rito della corsa quando venivano in visita gli amici dei nonni. Rivisitare i gesti, il lungo tempo della preparazione: spellare il giunco con un piccolo coltellino, mettere a mollo i rametti e preparare – da in piedi, certo! solo da in piedi veniva bene! -, un piccolo cappio per acchiapparle. Nel ricordo anche il tempo dell’attesa, che i rametti si ammorbidissero e nel frattempo trovarsi un gioco innocuo come disegnare cerchi nella terra, uno dentro l’altro, a testa vuota, solo per farlo passare quel tempo. E poi finalmente via, accompagnata dal troppo chiassoso cane del nonno, a cercare e catturare rane E così per i grilli, che in una bottiglia a collo alto e verde potevano starcene almeno trecento, occhio e croce, più o meno. E ricordare l’amica di quella caccia grossa, così diversa che non toccava l’erba e la terra, che non si inginocchiava per non sbucciarsi o ferirsi le ginocchia, che abitava in campagna ma della campagna non conosceva nulla, lei col suo abitino morbido e perfetto, il golfino abbinato, le calzette e le scarpe alla caviglia, accanto una bambina che pare a me di conoscere. Pantaloni corti, capelli al vento, piedi scalzi. Qui e là, tra le pagine e gli acquarelli che illustrano i ricordi, Alessandra Lazzarin sparpaglia ciuffi di erbe odorose, piccoli fiori gialli di ginestra, il tovagliolo inamidato e rifinito a punto filza, la bottiglia dell’acqua, qualche mela, un pezzo di formaggio, i sapori di un tempo quando le merende erano pane e marmellata.

“Leggere il testo di ‘Grilli e Rane’ – spiega Alessandra Lazzarin – è stato come immergermi nei ricordi di un’infanzia molto simile alla mia, tuttavia non lontana, ma viva e a mio parere perfettamente condivisibile anche dai bambini di oggi. L’acquerello, che mi appassiona e che prediligo, mi è sembrato la tecnica perfetta per illustrare questi racconti perché ha in sé la poesia per evocare qualcosa che va oltre il disegno e allo stesso tempo una freschezza e una vivacità che rende l’illustrazione presente e viva. Il mio lavoro si basa principalmente sulla copia dal vero, perciò non è stato difficile trovare la chiave per illustrare questo libro, mi sono semplicemente ispirata a oggetti, ambienti e anche persone reali, che fanno parte dei miei ricordi. La protagonista stessa è l’elaborazione di una bambina che esiste”.

 

Grilli e rane
testo di Barbara Ferraro
illustrazioni di Alessandra Lazzarin
collana La collanina
edito edizioni corsare
€12
età di lettura: dai 6 anni



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