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Guaio grosso per Dolce & Gabbana a Shanghai: ecco che cosa è successo

Luca Antonio Dondi
22 Novembre 2018

Il caso ha già fatto il giro del mondo invadendo i social prima, i tabloid poi: l’azienda italiana Dolce & Gabbana (ed in particolare il designer Stefano Gabbana) si è trovata sotto i riflettori a seguito di pesanti accuse da parte della Cina che gli sono costate l’annullamento dell’attesa sfilata-evento a Shanghai in programma per ieri, mercoledì 21 novembre.

Ma ecco i fatti. Tutto ha inizio lunedì, quando, con lo scopo di pubblicizzare l’evento in terra cinese, sono stati postati sui canali social del marchio una serie di video promozionali. Diversi user però li hanno trovati offensivi e razzisti, perché presentavano la popolazione cinese in modo molto stereotipato. È stato inoltre accusato di sessismo lo spot in cui una bella modella orientale cercava di mangiare un grande cannolo con le bacchette, mentre una voce fuori campo – maschile – commentava i suoi vani tentativi. Le polemiche non hanno tardato ad arrivare e presto gli hashtag #DGLovesChina e #DGTheGreatShow hanno dovuto fare spazio al ben più radicale #BoycottDolce.

Due frame tratti dai video promozionali della campagna cinese di Dolce & Gabbana che vedono protagonista una tradizionale ragazza orientale intenta ad assaggiare cibo italiano utilizzando le classiche bacchette

Il caso non poteva certo non passare dall’account Instagram che più di ogni altro svela cupi retroscena e amari risvolti nel mondo della moda: @DietPrada ha da subito preso a cuore la situazione – non è certo segreto, infatti, l’astio che da tempo scorre tra la pagina social e l’azienda milanese – postando in rete parti di conversazioni avvenute tra Michaela Tranova (contributor di @DietPrada) e Stefano Gabbana, nelle quali lo stilista mostrava evidente disprezzo per la Cina a suon di insulti e marcate accuse.

Dalle parole – virtuali – ai fatti: i messaggi del designer sono arrivati letteralmente ovunque, scatenando l’ira di personaggi pubblici e diplomatici. Attori e celebrities asiatici hanno tempestivamente rifiutato l’invito a partecipare all’evento organizzato a Shanghai, così come si è tirata indietro la direttrice di Vogue China Angelica Cheung; persino alcune tra le più importanti agenzie cinesi, indignate per l’accaduto, hanno annunciato che non avrebbero mandato i loro modelli e modelle in passerella.

Insomma, il The Great Show che contava 500 uscite di sfilata e cifre record è stata clamorosamente annullato, ma il brand e lo stilista replicano tirando in ballo un presunto hackeraggio dei profili social. Attacco informatico, dunque, o – ennesima – gaffe firmata Dolce & Gabbana del valore di miliardi di dollari?

Non ci resta che attendere la diramazione di comunicati ufficiali da parte della compagnia o delle istituzioni cinesi per comprendere quali saranno le sorti del brand dopo un caso mediatico che, di sicuro, costerà caro.



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