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Gucci Cruise 2019: il romanticismo gotico di Michele sfila nel cimitero di Arles

Luca Antonio Dondi
31 maggio 2018

Per accogliere la collezione gothichic di Alessandro Michele, la Promenade des Alyscamps di Arles, in Francia, non poteva che risultare la location perfetta: nella necropoli romana della cittadina provenzale ecco dunque prendere vita la Gucci Cruise 2019 con uno show – letteralmente – infuocato.

Al calar del sole l’atmosfera si fa spettrale e gli ospiti di Michele – che includono A$AP Rocky, Saoirse Ronan, Salma Hayek e il couturier Christian Lacroix, originario proprio di Arles – varcano le mura cittadine per addentrarsi nel cimitero situato lungo l’antica via Aurelia. Ad accoglierli, ceri consumati dal tempo, nuvole di fumo e il canto sepolcrale dei vespri composti dal rinascimentale Claudio Monteverdi.

Una striscia di fuoco progressivamente si accende evidenziando un’atipica passerella che si estende lungo il viale centrale della necropoli. Dalla coltre di fumo, ha inizio la processione glamour delle creazioni di Michele indossate da vedove chic, cool kids che giocano a fare le rock star, moderni Iggy Pop e giovani Marie Antoinette travestite da dive Eighties. Gli abiti sono cappe sontuose di velluto, completi check, tailleur in seta stile kimono, skinny jeans, cozy pullover, gonne plissè. Le diverse stampe foliage e i blazer GG Supreme, le sweatshort con il logo del celebre Chateau Marmont di Los Angeles e l’abito nero con la cassa toracica ricamata, il piumino rosa polvere in tweed e i black pants che riprendono il monito Memento Mori: questi i capi che ricorderemo per le prossime stagioni, già impressi nella nostra mente e pronti a far esplodere i social media.

La simbologia della collezione non poteva tralasciare la figura della croce che, tempestata di pietre e cristalli, diventa l’amuleto necessario per scacciare gli spiriti maligni sotto forma di monile fashion. Mazzi di fiori recisi vengono portati a mano in alternanza alle handbag reinterpretate dalla Maison  con nuove geometrie e modelli iconici. Poi occhiali – oversize e statement -, copricapi tra i più disparati, scarpe da bowling e rave sneakers da far invidia alle Spice Girls, ankle boots e sandali flat.

La multietnicità di Michele si fa gotica senza perdere le caratteristiche dell’heritage della Maison né la creatività propria del designer, in grado di spaziare aldilà del tempo e dello spazio. Una collezione Cruise variegata ed eterogenea, che mixa denim e broccato, frange e piume, punk e British, Victorian Age e anni Novanta. Il finale? Una sposa cadavere in un lungo abito vittoriano, casta e pura nelle forme, meravigliosamente melanconica nell’anima.


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