News

Gucci difende l’uguaglianza di genere con i nuovi Art Wall

Martina D'Amelio
4 Febbraio 2019


Il Gucci Art Wall Chime For Change di Londra

To gather together. Questa volta Alessandro Michele utilizza gli iconici Gucci Art Wall sparsi in giro per il mondo per sostenere l’uguaglianza di genere attraverso un nuovo capitolo di Chime For Change.

La campagna globale lanciata da Gucci nel 2013 per stimolare, riunire e amplificare le voci di chi combatte per aiutare le persone a esprimersi in maniera libera, ora torna in scena con un’iniziativa benefica e culturale. Un appello alla comunità internazionale formato murales: il brand nell’orbita di Kering ha infatti collaborato con il creativo MP5 per la realizzazione di immagini emblematiche che verranno rivelate, come di consueto, a Londra, Milano, New York, Taiwan e Hong Kong – le sedi dei Gucci Art Wall. Cosa rappresentano? Omini stilizzati e nudi in bianco e nero, accoppiati tra loro secondo diverse combinazioni di genere non identificabili, uniti da una sorta di nastro adesivo fosforescente a formare un uguale. La scritta To gather together svetta sulle immagini, insieme al logo della Maison sovrapposto a quello di Chime.

Tutti nasciamo identici. Abbiamo il potere di far sentire la nostra voce per sostenere ciò in cui crediamo. Quando intere generazioni e comunità si uniscono, al di là delle differenze, il cambiamento diventa possibile. Il coraggio dimostrato da questa generazione nell’esprimersi liberamente mi induce a sperare che un futuro di libertà e uguaglianza sia possibile“, ha affermato Michele.

Il Gucci Art Wall Chime For Change di Milano

Il direttore creativo di Gucci non si ferma ai murales: per l’occasione, ha presentato anche il cortometraggio The Future is Fluid, firmato da Jade Jackman e Irregular Labs, proiettato in anteprima al Sundance Film Festival a Park City, negli Stati Uniti. Un micro film che ruota intorno alla parola “genere” e al suo significato per le nuove generazioni, che vede coinvolti giovani attori provenienti da Italia, Brasile, Canada, India, Singapore, Sudafrica, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti.

Un progetto accompagnato anche da Chime Zine, un magazine creato ad hoc e curato da Adam Eli, che include contributi di attivisti, artisti e scrittori da tutto il mondo e sarà disponibile al Gucci Wooster di New York, al Gucci Garden di Firenze e in selezionate librerie (sarà possibile visionarlo in versione digitale anche su Chime.Gucci.com).

Negli ultimi sei anni Chime For Change ha sostenuto oltre 425 progetti non-profit in 89 Paesi. Quest’anno raccoglierà fondi per rinomate associazioni come Equality Now, Global Fund for Women, Ms. Foundation for Women, UN Women, Vital Voices e Women Deliver, oltre a Unicef (in qualità di partner fondatore di Beygood4Burundi – l’iniziativa di Beyoncé Knowles-Carter, co-fondatrice di Chime for Change), I Was A Sari (impresa sociale che ha lo scopo di formare all’artigianato donne provenienti da comunità marginalizzate in India) e Artolution (organizzazione non-profit che realizza programmi artistici pubblici per comunità di rifugiati). Non è la prima volta che Gucci utilizza gli Art Walls per sostenere le sue cause benefiche: l’ultima, in ordine di tempo, a giugno 2018, proprio in collaborazione con Artolution.

 



Potrebbe interessarti anche