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Gucci presenta i nuovi Art Walls per i rifugiati

Martina D'Amelio
27 giugno 2018

Il Gucci Art Wall for Artolution di Milano

Gucci non rinuncia all’impegno sociale e trova un modo artsy e tutto suo per sostenere i rifugiati: nell’ambito di Chime for Change, Alessandro Michele stringe una co-lab con Artolution per raccogliere fondi grazie a nuovi, coloratissimi Art Walls.

Il Gucci Art Wall for Artolution di New York

In concomitanza con la giornata del rifugiato, la Maison attraverso la propria campagna globale in ambito sociale fondata nel 2013 (in collaborazione con Salma Hayek Pinault e Beyonce Knowles-Carter) ha dedicato i propri celebri murales in giro per il mondo all’organizzazione artistica internazionale senza scopo di lucro, che si occupa della tutela dei rifugiati. Un’iniziativa che non si limita a queste opere d’arte urbane, ma si protrarrà per i prossimi tre anni: Gucci e Artolution porteranno programmi creativi e artistici nei Paesi colpiti dalla guerra, aiutando le comunità di rifugiati e gruppi sociali della Siria in primis ma anche di altre zone disagiate, allo scopo di incoraggiare l’emancipazione e la giustizia sociale attraverso la libertà di espressione insita nell’art attack.

Il Gucci Art Wall for Artolution di Londra

Gli Art Walls odierni di Shanghai, Hong Kong, Londra e Milano, tra gli altri, sono stati realizzati replicando proprio le opere murali di Artolution, fondata nel 2009 dagli artisti Joel Bergner e Max Frieder, che nel corso degli anni ha realizzato oltre 400 progetti in comunità sparse in 30 Paesi. Questi lavori grafici coinvolgono donne, giovani e comunità che hanno conosciuto esclusione sociale e traumi, quali rifugiati, ragazzi di strada, detenuti, persone con disabilità fisiche o mentali e uomini che vivono in zone segnate da violenza o estrema povertà: e ora i loro lavori possono essere condivisi in tutto il mondo su Instagram con l’ormai gettonatissimo hashtag #GucciArtWall. La Gucci App inoltre permette di scansionare gli Art Wall e ottenere così informazioni sull’artista originario e ciò che rappresentano.

Il Gucci Art Wall for Artolution di Shanghai

Ad esempio, il Gucci Art Wall di Hong Kong su D’Aguilar Street che ritrae un emù e un serpente è stato realizzato originariamente dall’artista Alice Springs. Il maxi volto aborigeno che si staglia in Largo La Foppa a Milano è stato creato inizialmente a Washington nel 2016 da giovani di quartiere. Arti figurative dal profondo significato sociale, che fanno riflettere – oltre che tirare fuori gli iPhone.


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