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Guerra e pace? L’Armata Russa e la resistenza ambientale

staff
17 marzo 2013

Il 2013, proclamato dalla Federazione Russa “Anno della protezione dell’ambiente”, si prospetta significativo sia per l’attuazione di misure protettive nei confronti della natura, sia per il diffondersi di una filosofia di relazione più profonda con l’ecologia. Lo scopo è quello di portare a compimento progetti concreti, consacrati alle risorse naturali e alla bellezza dei maestosi paesaggi di cui la Russia si mostra splendida madre.

Durante il Festival Ecologico Internazionale Tartaruga D’Oro, presso la Casa Centrale degli Artisti di Mosca, il direttore Aleksandr Mjaskov ha sottolineato l’urgenza e l’importanza delle tematiche verdi, trasmettendo messaggi di pace: la tregua contro l’accanimento; la necessità di una difesa efficace; la possibilità e piacevolezza che ciò possa essere alla portata di tutti. Ed i 3000 natura-amanti affluiti da 64 paesi ne sono ben consapevoli.
Da anni sistemi di mobilitazione cittadina contrastano un governo che sembra dare maggiore rilevanza a mostrarsi ecologicamente corretto piuttosto che ad un’azione innovativa e costante. Un esempio è il “Khraniteli vody” (letteralmente, “i Guardiani delle acque”), un progetto nato nella regione di Kirov che, grazie alla caparbietà dei suoi cittadini e della coordinatrice Olga Shakleina, ha permesso la chiusura di due aziende che riversavano scorie nelle falde acquifere e l’installazione di un sistema di depurazione. Infuriati dalle indecenti condizioni in cui i fattori inquinanti e le emissioni degli stabilimenti hanno ridotto i bacini idrici, chi collabora a questo progetto sono volontari motivati dal desiderio di rendere l’acqua del fiume e del lago pulita.

I ministri della difesa dell’ambiente della regione baltica si sono riuniti a febbraio a San Pietroburgo, pianificando i seguenti obiettivi: eliminare gli accumuli di mercurio che contaminano pericolosamente il territorio e ridurne il consumo; prendere in considerazione le pressanti proteste contro lo sviluppo di impianti estrattivi di nichel nella regione di Novokhoperskij, in quanto costituiscono una seria minaccia per l’agricoltura; programmare un summit riguardante la tutela degli orsi polari e dei leopardi selvaggi delle nevi, specie ormai in via di estinzione; incentivare l’utilizzo di energie rinnovabili.
Speriamo che la Russia possa eliminare in futuro la legge che classifica come “incidente” le perdite di petrolio inferiori a 8 tonnellate. Le fuoriuscite di fattore inquinante riversato nell’ambiente accedono all’immensa area di territorio vergine, uccidendo flora e fauna e contaminando i villaggi circostanti. Parliamo di malattie respiratorie aumentate del 28% circa e di foreste di conifere infestate dalle fuoriuscite di tubi rotti e di pozzi dismessi.

Lucia Marelli

Sitografia:
russiaoggi.it
viedellest.eu
vyatkakeeper.ru


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