Sport

Higuain, Totti, Icardi: gli assi fanno vincere

Riccardo Signori
12 settembre 2016
Mauro Icardi

Mauro Icardi

I cultori del “finchè c’è gioco c’è speranza” avranno patito una fiera delusione leggendo risultati, classifiche, e magari nomi dei marcatori, del campionato grandi squadre o presunte tali. Il gioco sarà pur una prelibatezza ,ma senza campioni non vai da nessuna parte. Juve, Roma e Inter si sono affidate agli assi (poi, certo, c’è asso e asso) ed hanno vinto. Il Napoli ha sfoderato gioco, ma sarebbe rimasto nel timor panico senza Callejon, che non è un asso ma conosce l’arte del calciare il pallone in gol. Il Milan ha chiesto gioco a Montella: quello ci sta provando ma senza gente di qualità rischia solo grandi schiaffoni. Se poi ci si mette il ghiribizzo di una deviazione sfortunata, ecco la frittata.

Ma il Milan  è un caso a parte, anzi lo strano caso del Milan che vuol farsi Inter vista la quantità di ex nerazzurri, qualcuno anzi scartato, che Marco Fassone , ad in pectore del Milan alla cinese, vuol portare in rossonero. Il Milan non ha certezze in campo, Carlos Bacca batte già in testa e i riflessi sono da sonnolenza, e rischia di perdersi anche la benevolenza dei grandi ex, appunto per l’idea di portare troppi interisti in società. Così Galliani si metterà sul rivo del fiume e comincerà a sogghignare. Berlusconi non si sa.

Ecco questo quadretto sul futuro porta a puntare sul vero problema del Milan: non ha più acquisito in squadra campioni autentici, gente che faccia la differenza. Juve, Roma e Inter ,invece, sanno quanto valga un campione. Gonzalo  Higuain due gol e partita messa in discesa contro il Sassuolo. Francesco Totti sbucato dalle acque e dai ricordi e la Roma rimessa in sesto. Maurito  Icardi due gol e tre tiri per tenere l’Inter in rotta.

Francesco Totti

Francesco Totti

I campioni, poi possiamo discutere se con la C maiuscola o minuscola (Totti certamente C maiuscola), se ne infischiano della bellezza del gioco e contano la bellezza dell’essere decisivi. Il re di Roma ha ricominciato l’ultima stagione con l’idea di godersela e niente di meglio di un gol , su rigore, che salva la squadra e annuncia la vittoria. I rigori bisogna saperli tirare e segnare, soprattutto quando sono decisivi. “A Totti non viene il piedino”, ha sintetizzato Spalletti per distinguere chi può e chi non può.

Totti fa la differenza anche per uno spicciolo di partita, Higuain l’ha fatta nel Napoli e sta cominciando a prendere le misure  nella Juve, dove tutto è più difficile e non tutti lavorano solo per lui. Icardi è abituato a sentirsi solitario e mal servito. Dicono che non collabori con i compagni, ma quando fa gol, e salva la squadra dalle sabbie mobili, chi mai può lamentarsi. L’argentino è così: prendere o lasciare. Sta al tecnico trovare la soluzione perchè i compagni lo trovino, prima ancora che sia lui a farsi trovare. Il calcio è sport dove i più forti e i più abili salvano la squadra, determinano il risultato, poi ci sono quelli che pensano al gioco. Il gioco, senza gol, non è calcio. I gol , senza gioco, fanno il calcio.

Vista la scarsa qualità del nostro campionato, Juve a parte, dobbiamo solo ringraziare nel ritrovare per via questi campioni. La Juve in Italia è strutturalmente più forte: Higuain è la ciliegina. La Roma è meno forte di quanto potrebbe: Totti è il suo santo patrono. L’Inter è seconda solo alla Juve in quanto a bontà della rosa: Icardi è il suo killer. Il Napoli si arrangia con l’ usato sicuro. Il Milan paga le sue incapacità gestionali e sembra sempre più l’Inter vecchie storie, che faceva e soprattutto disfaceva.


Potrebbe interessarti anche