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Hiromi Cake: a Roma la raffinatezza del Giappone diventa dolce da gustare

Gianluca Gracci
6 Maggio 2019

A deliziare la capitale arriva una golosa iniziativa giapponese tutta al femminile, sfiziosa, precisa ed elegante come solo la cultura nipponica sa essere: è Hiromi Cake, la pasticceria che viene dal Sol Levante, pronta a far brillare cuori e palato.

In giro per il centro di Roma, alle spalle del Vaticano, in Zona Prati, al civico 31 di Via Fabio Massimo, è impossibile passare senza restare abbagliati dai gioielli a tutta dolcezza esposti all’interno di un localino, i cui colori fanno pensare a una famosa colazione del cinema d’autore.

Location. Nato nell’ottobre del 2018, dopo un lungo corteggiamento professionale alle grazie della pastry chef Hiromi, il locale si presenta come una piccola boutique piena di golosità. Tutto estremamente coordinato, a partire dal logo su cui spicca un’aggraziata figura femminile, rappresentativa del piacere di servire un prodotto con amore. È proprio l’azzurro il colore prevalente della sala: lo troviamo sia nel bancone centrale, che sfoggia le dolci prelibatezze nipponiche di Hiromi, sia nel tavolo che si trova di fronte, lungo muro, al quale ci si può sedere per degustare queste leccornie in completo relax.

Menu. Il menu è un arcobaleno di colori e gusti: si va dalla tipica pasticceria giapponese (Wagashi), tra cui il rinomato Mochi, la palletta di riso morbido con ripieno di fagioli bianchi e miso, e il Dorayachi, un pancake ripieno di fagioli rossi farcito con crema al cioccolato e noci, o al mascarpone e mela cotta, fino a dolci occidentali rivisitati in stile giapponese (Yogashi), il cui gusto è un equilibrio di culture francesi, americane e italiane. E poi ci sono le mitiche monoporzioni Hiromi Cake, crostatine ripiene di cioccolato bianco o fagioli, tofu o mirtillo.
In più, portarsi a casa un assaggio di questo piccolo mondo è possibile: le confezioni da asporto sono estremamente accattivanti!
Ma quando ci sediamo al tavolo per degustare un ottimo cappuccino Matcha, preparato con caffè biologico 100% arabica, oppure il vero tè Matcha in purezza, servito secondo tradizione con un raffinato mini cerimoniale che riprende esattamente ciò che avviene nelle pasticcerie di Kyoto, è allora che l’esperienza e il coinvolgimento diventano sorprendenti.

Da non perdere. Nell’imbarazzo della scelta, tra un Mochi e un Dorayachi, in base alla stagionalità si trovano prodotti di assoluta freschezza, alcuni dei quali con ingredienti importati direttamente dal Giappone. Da provare assolutamente? La cheesecake tipica giapponese.
In Italia ci sono dolci buonissimi – ci racconta la pastry chef Hiromie noi non abbiamo la presunzione di fare qualcosa di meglio, ma desideriamo proporre qualcosa di diverso

Servizio. Parole d’ordine: sorriso, cordialità, grazia e attenzione totale al cliente. Un’esperienza, quella da Hiromi Cake, indimenticabile e convincente anche per gli spiriti più scettici. Provare per credere!



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