Il mio punto di vista

Hong Kong – una magia sospesa tra passato e futuro

staff
3 ottobre 2012

Appena sbarcata dal jumbo intercontinentale non potevo credere ai miei occhi. Molti mi avevano parlato della bellezza e della particolarità di questo ex protettorato inglese ora regione amministrativamente autonoma della Repubblica Popolare Cinese, ma ero totalmente impreparata allo scenario che mi si è aperto davanti agli occhi. Un paesaggio mozzafiato, un’atmosfera assolutamente suggestiva fatta di tradizione e originalità, che oscilla tra un passato ancora così presente e un futuro già prepotentemente affermato. La parola perfetta per descrivere la magia di Hong Kong è sincretismo.

La localizzazione dell’aeroporto di questa spettacolare metropoli, nell’isola di Landau, fa di questo scalo aereo quanto di più bello si possa immaginare connesso al lontano Oriente. Non sembra certo di essere nei pressi di uno dei più importanti hub mondiali: l’impressione infatti è quella di trovarsi in un luogo incantato, quasi sospeso nel tempo, venato di una melanconica bellezza che immediatamente riporta ai dipinti rarefatti e ai film sospesi dell’Estremo Oriente.

Nel tragitto verso la terraferma mi immergo nell’osservazione di una natura dirompente, interrotta quasi all’improvviso da Kowloon. Qui mi accolgono due torrioni futuristici alla Blade Runner, una coppia di modernissimi grattacieli che scopro essere le esclusive abitazioni di pochi privilegiati.
Ma la mia impressione è decisamente un’altra: mi sembrano degli alveari anonimi e, tra l’altro, dall’aria un po’ malandata.
E con questo vi ho riassunto l’anima di Hong Kong. Un misto di bellezza che ti prende al cuore e di mostruosità avveniristiche.

Giunta al mio albergo, guardando fuori dall’immensa finestra, vengo rapita dalla vista al tramonto di una delle più rinomate baie del mondo.
Scendendo per la cena mi ritrovo a pranzare in un ristorante cosmopolita ma anche un po’ retrò, tra specchi, legni intagliati e note di pianoforte. Spontaneo mi sorge il ricordo dell’intrigante decadenza dei tanti film ambientati in questi luoghi remoti.
Il mattino seguente mi precipito alla scoperta di questa megalopoli così strana e così invitante. Ai centri commerciali modernissimi si affiancano lussureggianti giardini tropicali e costruzioni di stile prettamente british.
Mi prenoto all’istante per una gita su una delle tipiche imbarcazioni, del tutto simile a quelle usate dai locals come case e come botteghe. Ad Hong Kong infatti esiste un vero e proprio quartiere dormitorio con tanto di mercato…galleggiante!

Anche durante la gita sull’acqua le due anime di questa città mi si palesano evidentissime: grattacieli, templi e tempietti si susseguono in una sovrapposizione colorata e stridentissima, ma proprio per questo ancor più fascinosa.

Sbarcando vengo invitata ad un aperitivo a casa di uno dei tycoon locali, residente in quella che viene definita Hong Kong Island. Ero pronta ad ogni genere di stranezza e di lusso tipici di questi multimiliardari del Far East, ma quando mi trovo dinnanzi ad un cancello splendidamente intarsiato e con una rete di security davvero impressionante rimango davvero basita. Vengo a scoprire la triste motivazione di un tale apparato difensivo: purtroppo la criminalità qui è di casa, data la forte sperequazione sociale.
Il distinto signore, smaccatamente occidentalizzato, parla ovviamente un ottimo inglese e ci mostra con orgoglio le bellezze della sua cultura. Un meraviglioso Buddha laminato d’oro troneggia in un raffinato tempio contornato da piscine, aiuole e piccole pagode per la preghiera.
Rimango a bocca aperta. Vi posso solo far immaginare da quali esotiche meraviglie i miei occhi siano stati rapiti…
Rientro in albergo sentendomi ormai parte di una realtà straniante, sospesa tra i mercati delle spezie e delle alghe, con i loro profumi piccanti, l’opulenza dei mega yacht e la schiettezza delle barche dei pescatori.

Un’impressione talmente forte da avermi del tutto conquistata: al rientro dal mio viaggio ho scelto un imponente dipinto che ha come soggetto un’originalissima città ideale; troneggia nel mio soggiorno, e quando la osservo mi fa pensare proprio ad Hong Kong, e a quella che forse sarà la mia Milano del futuro.

Gabriella Magnoni Dompé