“Hugo Chavez è morto”. Il vice: “Avvelenato come Arafat”

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5 marzo 2013

Il presidente venezuelano, Hugo Chavez è morto. Lo ha annunciato in un discorso televisivo il vicepresidente Nicolas Maduro spiegando che il leader, da due anni in lotta contro il cancro, è deceduto alle ore 16.25 locali. “Abbiamo ricevuto la dura e tragica notizia che il comandante e presidente Hugo Chavez è morto” ha detto in una diretta tv dall’ospedale di Caracas il vice presidente Maduro in lacrime mentre i militari intorno a lui hanno gridato “lunga vita a Chavez”. Chavez aveva 58 anni ed era stato ricoverato d’urgenza in ospedale il 18 febbraio scorso per un’aggravarsi delle sue condizioni. Ha guidato il Venezuela per 15 anni.
Poche ore prima dell’annuncio, Maduro aveva detto che il cancro che da circa diciotto mesi affligge Hugo Chavez, già operato quattro volte a Cuba e appena riaggravatosi per complicanze polmonari, è il risultato di un “attacco da parte dei nemici storici” del Venezuela, e rientra nel “fuoco di fila” di complotti contro il leader bolivariano. Accuse forti da parte del vice presidente venezuelano Nicolas Maduro, in un intervento in diretta tv mentre le condizioni di Chavez sembrano diventare sempre più gravi, ha denunciato la possibilità che il leader venezuelano possa essere stato ‘contaminato’ dai ‘nemici’, come nel caso del leader dell’Olp, Yasser Arafat, nel 2004, ventilando l’esistenza di un “piano di destabilizzazione del Paese.
“Non abbiamo alcun dubbio”, ha rincarato la dose Maduro, “arriverà il momento indicato dalla storia in cui si potrà istituire una commissione scientifica d’inchiesta che accerti come il comandante Chavez sia stato attaccato”. Maduro ha aggiunto di aver ordinato l’espulsione dal Paese di un addetto militare dell’ambasciata degli Stati Uniti a Caracas: si tratta del rappresentante dell’Aviazione, David del Monaco, che avrebbe “proposto piani cospiratori” a ufficiali venezuelani in servizio attivo con l’intento di indurli a organizzare un golpe. E un secondo addetto dell’Aviazione sta per essere espulso. Per tale ragione, ha puntualizzato Maduro, al diplomatico Usa è stato impartito un ultimatum di 24 ore affinche’ lasci la sua attuale sede.
Il vice di Chavez ha quindi avvertito che sono “in preparazione misure speciali” per stroncare una rivolta contro il governo ordita da cospiratori mentre il presidente 58enne lotta con la malattia. A tale proposito, “non abbiamo alcun dubbio”, ha rincarato la dose Maduro, “arriverà il momento indicato dalla Storia in cui si potrà istituire una commissione scientifica d’inchiesta che accerti come il Comandante Chavez sia stato attaccato”.
Lo stato di salute di Chavez sta innescando una situazione di alta tensione nel Paese: nel pomeriggio i principali ministri e comandanti delle Forze Armate del Venezuela si sono riuniti senza preavviso a Palazzo Miraflores, sede a Caracas della Presidenza della Repubblica, dopo l’annuncio del nuovo aggravamento nelle condizioni del presidente.
Chavez, rieletto per il quarto mandato nello scorso ottobre, era tornato da Cuba due settimane fa e ricoverato in un ospedale di Caracas rigidamente sorvegliato. Le voci che il presidente venezuelano sia in fase terminale sono però continue. Secondo indiscrezioni dei quotidiani locali il cancro alla zona pelvica di cui soffre sarebbe ormai in fase di metastasi e si starebbe estendendo occupando anche un terzo del polmone. Chavez, ha detto Maduro alla nazione, sta “attraversando le ore più difficili” e “le circostanze peggiori che gli è toccato vivere dall’istante stesso della sua ultima operazione chirurgica” per l’asportazione di un tumore, l’11 dicembre scorso all’Avana, quarto intervento del genere in meno di un anno e mezzo”. Anche il Paese, ha incalzato Maduro, “deve fare i conti con il “momento più delicato” della sua storia recente.

Fonte: Agi