Green

I boschi italiani sono sempre piu’ green

Marco Pupeschi
16 febbraio 2018

Il patrimonio forestale italiano è sempre più green. Per la verità bisognerebbe dire che sono sempre di più le società che garantiscono una gestione economica sostenibile delle foreste italiane. Due esempi su tutti. Il consorzio Comunalie Parmensi gestisce i boschi a Borgo Val di Taro per la produzione di funghi. A fronte di questo impegno la raccolta dei funghi è possibile solamente tramite l’acquisto di un tesserino. L’incasso annuale è di 1.2 milioni di euro. In Trentino, La Magnifica comunità di Fiemme è una Vicinia che cura i boschi della valle famosi per le produzioni d’eccellenza, ma anche per il turismo salutare e sostenibile.

A questo si dovrebbe aggiungere la possibilità di non veder sparire la biodiversità del nostro territorio. Per ultimo ma per questo meno importante i boschi italiani sono bellissimi e famosi in tutto il mondo. Per la verità in Italia manca una politica forestale che valorizzi questa importante risorsa. Ma qualcosa si sta muovendo. Sono più di mille le aziende che in Italia sono certificate Pefc (Programme for endorsment of forest certification schemes) e il trend è in costante aumento. Grazie al marchio Pefc viene garantita la sostenibilità di tutta la filiera della lavorazione dei prodotti di origine forestale, tra cui carta e legno. Fra le regioni virtuose troviamo al primo posto il Veneto, seguito dal Trentino Alto Adige e dal Friuli Venezia Giulia. La Lombardia è solo al quarto posto. Una comunità montana attenta ai propri boschi, oltre a trarne profitto, aiuterebbe a diminuire frane ed incendi grazie alla pulizia del sottobosco. Frane e incendi che continuamente flagellano il nostro territorio mietendo anche vittime. Il marchio Pefc è solo una goccia nel mare, per noi no. Per noi è la goccia che scava le montagne.


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