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I Campioni dell’anno: Juve, Pellegrini e…

Riccardo Signori
25 dicembre 2017

Una eterna vecchia Signora e una inossidabile Signorina che, fra l’altro, ha pure mollato l’eterno fidanzato, sono gli autentici campioni di questo anno sportivo. Non tanto perché altri, la lista è lunga e poi citeremo, non meritino l’attestato di stima quanto perché hanno dimostrato che non basta qualche traversia ad incrinarne la forza di volontà, la bravura e la determinazione a non mollare. Quindi parliamo di vittorie e dati oggettivi, non proprio soggettivi. Un clan degli inarrestabili. La vecchia Signora è ovviamente laJuventus che, in questo anno, ha vinto il sesto scudetto consecutivo, la coppa Italia ed è stata ribaltata dal Real Madrid in finale di Champions league. Si dirà ha perso, d’accordo. Ma è andata in finale, ci è arrivata per la seconda volta in tre anni e altre squadre sognano quel che, per lei, è stato realtà.

 Aggiungiamo che la Juve merita ancor di più la stima sportiva, dopo aver seguito il suo inizio di campionato: faticoso anche per le scorie di quella sconfitta con il Real, ma senza mai mollare tanto da arrivare a metter sotto, nel giro di un mese, sia il Napoli sia la Roma, le più credibili avversarie dello scudetto. Ci sarebbe anche l’Inter, contro la quale la Juve ha pareggiato, ma non pare ancora attrezzata.

 Oscar delle credibilità a Max Allegri come allenatore, oscar delle determinazione a Giorgio Chiellini e Mario Mandzukicoscar numero uno a Miralem Pjanic per essere diventato, in un anno, il giocatore centrale, in tutti i sensi, di questa squadra. Poi ci sono Paulo Dybala e il Pipita Higuain, ma ciascuno a modo suo ha perso qualche colpo in momenti cruciali.

 Dalla vecchia Signora alla inossidabile Signorina, alias Federica Pellegrini, il passo è breve. Lei, fra l’altro, tifosa juventina, quindi affine in pensieri e modi di agire. Federica è tornata conquistare, a 29 anni, il titolo mondiale dei 200 stile libero, la gara che più ha amato, con una condotta entusiasmante e al limite del “non ci credo”. Ultima conquista, forse uno dei ricordi più dolci, per una campionessa che non ha mai voluto mollare davanti a qualche rovescio e ha cercato nella determinazione e nella rabbia il suo doping di successo. Appunto a 29 anni non pensa a metter in piedi famiglia, ha lasciato il fidanzato e si è data a nuove scommesse: provarsi nei 100 stile libero, gareggiare ancora una volta alle Olimpiadi (Tokyo 2020): garantito che ci riuscirà.

 Giusto e doveroso inchinarsi davanti a due monumenti del nostro sport, ma altrettanto doveroso ricordare alcuni dei personaggi che hanno esaltato tifosi e il nostro movimento: Andrea Dovizioso, nuova stella del motogp, e Franco Morbidelli, campione del mondo di moto2 meritano l’oscar degli inattesi, Tony Cairoli, al nono mondiale nel motocross, un posto sul podio. Laura Goggia nello sci( e chissà che alle ormai prossime Olimpiadi coreane …) contende l’oscar d’argento a Greg Paltrinieri e Gabriele Detti nel nuoto,poi applausi alle farfalle della nazionale ritmica, alla Pro Recco nella pallanuoto, ai canottieri del “due senza”, a  Elena Bertocchi bronzo nel trampolino dei tuffi, ai mondiali di Budapest, e pronta a sostenere la difficile eredità di Tania Cagnotto. Eppoi la ciclista Letizia Paternoster, Jessica Rossi mondiale nel tiro a volo, gli immancabili dellascherma, la maratoneta Catherine Bertone e Antonella Palmisano nella marcia, piccole luci della nostra atletica, i grandi del mondo paraolimpico con la nazionale femminile(sorde)di pallavolo , Bebe Vio e la Briantea ’84 nel basket.

 E’ stato un 2017 con successi da far tremare il cuore e qualche insuccesso(nazionale di calcio che non va ai mondiali) da malessere. Ma tutto passa, lo sport vince, perde, poi ritorna. E i grandi vecchi, compreso Gigi Buffon, insegnano che non bisogna mollare mai.


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