Leggere insieme

I miei vicini

Marina Petruzio
15 Febbraio 2020

I miei vicini” è il suo primo albo, portato in Italia da Il castoro. Lei è Einat Tsarfati e ha una bambina: per la mia Ruth, recita la dedica. Ha sette fratelli, è israeliana, vegetariana da quando aveva tre anni, ovvero da quando ha scoperto che anche una cotoletta ha una mamma. E se potesse avere uno spirito guida sarebbe un Gufo pigmeo. E lei ci piace.

Sembra un lungo percorso – quattro pagine – quello che attende la piccola dai capelli rossi, ben trattenuti da un nastrino in cima alla testa, e la cerata gialla. E lei lo percorre con quel passo tipico degli scolari al rientro a casa: per nulla frettoloso, tra lo stanco e lo stralunato, con i piedi che conducono sulla strada conosciuta e la testa perduta in chissà quale dove. Un occhio al cielo per accertarsi che proprio non piova più, agli effetti sembrava… e il tempo per chiudere bene l’ombrello-rana, pochi passi e poi sfilarsi la cerata, sempre con calma, poi arrivare a casa, cercare la chiave del portone e…sette piani di scale a piedi. La bambina dai capelli rossi vive in un palazzo di sette piani e lei con i suoi genitori occupa l’ultimo. Sette sono le cassette per le lettere, sette le porte tutte differenti, una per piano, una per famiglia. Anche il tempo della salita è un tempo lento per la bambina dai capelli rossi: la giornata è finita, superato il portone si può dire a casa, ma sette piani la dividono dall’esserci già. Un tempo faticoso quello della salita ma qua e là, raggiunti i diversi piani, ci si può sedere sugli scalini, leggere qualche pagina di libro, giocare con la molla slinky, mordicchiare un panino. Potrebbe essere anche noioso quel salire lento e strascicato se non ci fossero tutte quelle porte e dietro quelle porte…

In questo gioco che almeno una volta tutti si è fatto, da soli o in compagnia, per curiosità o per combattere la noia del momento, si gioca la storia: in quell’immaginario scatenato da una porta chiusa, che ha solleticato la fantasia di fior di scrittori e registi, di quel di là che può essere di tutto. E allora ecco che la porta del primo piano con tutti quei lucchetti, serrature, campanellini, spioncino e telecamera è la porta dell’appartamento di una famiglia di ladri più ricchi di Creso, circondati dal tesoro dei faraoni. E poi ancora su: al secondo piano la porta è di legno, un piccolo batacchio con la testa di leone sonnecchia e fuori, tutt’attorno, tracce di fango, impronte tra i vasi di una piccola giungla condominiale. Ma niente paura, l’appartamento al di là è occupato dal vecchio cacciatore e dalla sua tigre domestica; è una specie di giungla con ogni sorta di pianta e qualche liana e pappagalli posati qui e là. Ancora più su qualcuno ha scordato una ruota di bicicletta fuori dalla porta. Una porta come tante, che non tradisce appartenenze, non cela misteri, non racconta storie se non fosse che, avvicinandosi e aguzzando la vista, una piccola stellina d’oro è posta lì, nel mezzo, e dentro…

Di un albo non tutto si può svelare. Il gioco continua fino ad arrivare all’ultimo piano di cui si conosce l’anonima porta, lo zerbino usuale, l’ordine formale di una famiglia per bene già da lì fuori, e il suo dentro con i tanti oggetti che non sfuggono all’illustratrice. Certo di un dentro che si conosce così bene, di una porta così senza carattere, in una famiglia così quotidiana con due genitori noiosetti, la fantasia potrebbe anche fuggire via, se non fosse che, che poi la sera…Einat Tsarfati gioca col tempo e con il ritmo. Se il fuori è consueto e appartiene alla realtà, è tranquillo e formale: un pianerottolo è un pianerottolo, a una porta si può aggiungere qualche caratteristica differente dalla prima, le cassette della posta possono essere personalizzate ma quelle sono e il tempo e i suoni sono quelli del reale, pulito e essenziale. Differente il ritmo all’interno di ogni appartamento che si fa decisamente scatenato con illustrazioni accese da intensi colori, concitate nel ritmo, piene zeppe ad occupare tutto lo spazio della pagina. Molti i dettagli e le piccole storie che si intrecciano sulla doppia pagina. L’esplosione di fantasia fanciulla nell’immaginare il dietro la porta non poteva trovare migliore rappresentazione.

 

I miei vicini
testi e illustrazioni di Einat Tsarfati
traduzione dal francese di Giusi Scarfone
edito Il Castoro
€14
età di lettura: dai 4 anni