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I Nirvana contro Marc Jacobs: ha copiato le magliette

Martina D'Amelio
8 Gennaio 2019

Marc Jacobs indossa la t-shirt incriminata all’apertura del proprio store a NY

L’accusa ufficiale è di “violazione del copyright”. Ma in sostanza, la band dei Nirvana ha accusato il designer Marc Jacobs di aver copiato le sue iconiche t-shirt.

I maggiori rappresentanti dell’hard rock hanno infatti citato in giudizio la Maison capitanata dallo stilista per l’improprio utilizzo del loro logo nella sua collezione Redux Grunge 1993/2018. La linea comprende 26 look che il designer aveva già realizzato nel 1993 per Perry Ellis, con diversi pezzi che ricordano l’iconografia del gruppo di Seattle, tra cui le magliette da concerto.

I componenti del gruppo – lanciato ad inizio degli anni ’90 e separatosi nel 1994 in seguito alla morte del frontman Kurt Cobain – hanno iniziato una vera e propria battaglia contro lo stilista e l’uso non autorizzato del simbolo risalente al 1992: stando a loro, “l’immagine protetta da copyright dei Nirvana è stata utilizzata da Marc Jacobs impropriamente e intenzionalemente per promuovere i suoi prodotti fashion“. Si tratta dello smile giallo su sfondo nero, che è stato disegnato dallo stesso Cobain nel 1991 e registrato l’anno successivo: il logo delle t-shirt di Jacobs è lo stesso, solo che al posto degli occhi sono state inserite le lettere “M” e “J” e al posto della scritta “Nirvana” si legge “Heaven”.

Ma non è finita qui: la citazione in giudizio fa riferimento anche all’uso senza alcuna autorizzazione di un meme pubblicato sull’account Tumblr del brand con tanto di clip del successo del gruppo del 1991, Smells Like Teen Spirit (a scopo di marketing) e di un’immagine di Jacobs che indossa proprio una maglietta che recita Come As You Are (il titolo dello storico successo del trio).

A sinistra la maglietta originale, a destra il “fake” di Jacobs

La causa in corso in Tribunale descrive le azioni di Marc Jacobs come “subdole, oppressive, fraudolente e dannose” nei confronti del marchio Nirvana e afferma che “hanno causato danni irreparabili, che hanno irrimediabilmente minato il rapporto con i licenziatari dei prodotti di abbigliamento del gruppo”.

La rock band ha puntato il dito anche contro Saks Fifth Avenue e Neiman Marcus, retailer colpevoli di vendere gli articoli Marc Jacobs incriminati. Lo scopo finale di tutto questo polverone? Il gruppo punta alla rimozione della vendita della linea. In tutto il mondo.

C’è da dire che l’iconografia dei Nirvana è soggetta da anni a regolari contraffazioni: le felpe che si trovano sulle bancarelle non hanno alcuna licenza, eppure non è mai stato un mosso un dito per evitarne il commercio. Uno sconto che invece non è stato di certo fatto al colosso fashion. D’altronde, sappiamo bene che citare in giudizio un marchio importante per presunta violazione ha più senso dal punto di vista finanziario.

Reale collera o un modo come un altro per rimpinguare le casse dei Nirvana? Quel che è certo è che la notizia è diventata subito virale sui social network. E che l’omaggio di Jacobs non è stato apprezzato dai puristi della band. Anzi, è stato bollato come indesiderato.

 


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