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I ritorni di fiamma? La scienza dice di no

Beatrice Trinci
2 Gennaio 2019

“La minestra riscaldata non è mai buona”, dicevano le nonne più sagge. E oggi a dar loro ragione arriva anche la scienza, secondo cui i ritorni di fiamma non dovrebbero mai essere una valida opzione.

Certo, dopo la fine di un’importante storia d’amore pochi riescono a voltare pagina senza cadere nella tentazione di continuare a sentire l’altro, spiare le sue abitudini sui profili social, o crogiolarsi ripensando in loop ai bei momenti trascorsi insieme, riascoltando le colonne sonore dell’ormai defunta love story o andando a rileggere i vecchi messaggi. Insomma, pensare agli ex e sperare in una seconda, terza, decima chance non è soltanto masochismo, ma un vero e proprio nemico per la salute.

A lanciare l’allarme è una ricerca pubblicata su “Family Relations”, secondo cui le relazioni tra ex, sia eterosessuali che omosessuali, sono direttamente collegate all’aumento di sintomi di disagio psicologico. Perché? “L’accumulo di repentini cambiamenti delle relazioni può creare una ulteriore turbolenza per gli individui”, affermano gli scienziati, che hanno condotto un’indagine su circa 800 coppie in crisi.

Se da un lato una momentanea separazione può davvero giovare al rapporto, restituendo nuova linfa a una storia tentennante, dall’altro potrebbe invece dare il via ad una dipendenza affettiva, che ci porterebbe ad idealizzare il partner o a temere la solitudine. Gli esperti, perciò, consigliano di non cedere alla paura di rimanere soli (sempre per citare le massime della nonna, meglio soli che mal accompagnati, no?) e di liberarsi di qualsiasi relazione tossica, riflettendo maturamente sui motivi che hanno portato alla rottura.

Accettare che le cose possano semplicemente finire è l’unico modo per andare avanti con serenità, senza più sentire il bisogno di correre ogni volta al microonde per riscaldare quella tanto famosa minestra…

 



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