Sport

Icardi, Higuain, Simeone: gol da gran finale

Riccardo Signori
30 aprile 2018

Personaggi ed interpreti: Maurito Icardi, El Pipita Higuain, il “Cholito” Simeone, che di nome fa Giovanni Pablo, nemmeno fosse un Papa. Quando racconteremo le storie di questo campionato probabilmente non potremo fare a meno di riavvolgere il nastro, scorrendo ricordi e immagini legati ai loro nomi. Maurito Icardi come interprete del momento più emozionante per la gente interista e per gli antijuventini: con il suo gol ha avviato l’Inter sulla strada di un successo (poi andato in fumo) contro la Juve che poteva essere l’alza bandiera (bianca) degli juventini in chiave scudetto.

 Estasi momentanee per il mondo anti Juve, se non ci fossero stati gli attimi finali di una partita da cuore in gola o da cuore in gol: il Pipita Gonzalo Higuain ha onorato il costo del suo cartellino (90 milioni) con una rete che ha tolto la Juve dalle spine, le ha restituito una vittoria che pareva perduta e, forse, uno scudetto che si stava scucendo dalle maglie.

 Per capire quanto fosse stato importante il gol dell’argentino, centravanti titolare della nazionale, è servito attendere un giorno: il tempo di lasciar andare in campo il Cholito con la Fiorentina contro il Napoli. Ed ecco la tempesta perfetta sul prato di FirenzeSimeone che guizza e  sbaraglia la difesa di Sarri e di tutto il popolo napoletano. Tre gol per distruggere i sogni -scudetto. Forse. Il Napoli ha ancora la chance , ma ridotta al lumicino. Eppoi, siccome il calcio non si vuole negare niente, come dimenticare la storia da stelle e stalle di Kalidou Koulibaly, il gigantesco stopper senegalese del Napoli che, una settimana prima, ha realizzato il gol- vittoria nella partita di Torino contro la Juventus. E, stavolta, dopo pochi minuti, ha lasciato solo il Napoli (colpa di una espulsione) e in balia dell’onda sismica del Cholito.

 Meravigliosi ghiribizzi del calcio che ha deciso di mettere il nostro campionato nelle mani, nei piedi, e nella testa di tre argentini: i primi due in lotta eterna anche per un posto in nazionale (Higuain è titolare, Icardi forse nemmeno convocato per i mondiali), e il terzo figlio del Simeone più famoso sui campi italiani (Inter e Lazio) e sulla panchina dell’Atletico MadridPablo, figlio di Diego, ovvero figlio di tanto padre, anzi forse meglio come calciatore: certamente con un più spiccato senso del gol.

 Ringraziamoli perché ci hanno regalato un finale thrilling: il campionato non è ancora finito, ma al Napoli manca un passo per vedere naufragare il sogno. Alla Juve un passo per il suo settebello scudetto: sette scudetti di fila. Arbitri o non arbitri (la solita accusa rivolta alla Juve circa qualche favoritismo), la Signora del calcio ha dimostrato che i titoli non si vincono per caso. Il Napoli ha capito quanto è difficile fare spalla a spalla anche per una sola settimana. Ed ora aspettiamo per godere il gran finale. La Juve può ancora cadere. Un tonfo sarebbe più devastante di una colata lavica. A Napoli conoscono la materia.


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