Alberghi

Mete gioiello: gli orti-hotel

Barbara Micheletto Spadini
11 ottobre 2012

L’orto fa tendenza. Sui nostri terrazzi, nei ristoranti e, adesso, anche in hotel. E’ il nuovo lusso di piccoli e grandi  alberghi e resort dove gli chef amano coltivare ortaggi ed erbe aromatiche per arricchire i loro piatti a chilometro zero. Non si tratta di una moda ma, piuttosto, di un sano ritorno al passato: l’attaccamento alla terra, la valorizzazione dei prodotti naturali, il buon cibo.

Le Fontanelle é un cinque stelle dove il lusso é sussurrato, intimo e vero. L’albergo, che gode di una delle viste più belle al mondo, sovrasta una valle silenziosa nel cuore del Chianti. E’ subito incanto per questo posto, per questa casa trovata quassù, silenziosa e abbandonata, ma piena di sole e di memorie. Nobile e affascinante nella sua decadenza, ricca nei volumi e preziosa nei dettagli con i quali é stata costruita. L’Hotel nasce dal restauro attento di un casale del XIII secolo di cui ha conservato gran parte dei materiali originali. Presenti vigneti, giardini e un orto di erbe aromatiche fonti di ispirazione per i piatti di Daniele Canella ed Herick de Vita, rispettivamente chef e pasticcere. Le cucine dell’hotel si aprono sul giardino in una dimensione bucolica di colori e profumi. Un grande gelso regala frutti succosi per le marmellate e i dessert estivi, i fiori del rosmarino divengono cristalli che arricchiscono le creazioni dei dessert. hotelfontanelle.com
Una torre di avvistamento del XVI secolo dà il nome all’Hotel Mezzatorre Resort & Spa di Ischia, incastonato sull’estremità di un promontorio tra Lacco Ameno e Forio, a picco sul mare e circondato da un tripudio di erbe fresche spontanee e coltivate. Giuseppe D’Abundo, executive chef, ischitano e innamorato della sua isola, trova i profumi per i propri piatti che sanno di Mediterraneo, di sole e di mare. E così nascono il pesce serra in tre cotture con cipollotti, trecce d’aglio, patate, limoni e mirto selvatico, frutto della terra vulcanica dell’isola e il famoso coniglio semibrado ischitano cotto nel coccio, con maggiorana e broccoli napoletani km 0. mezzatorre.it
Il regno di Priska Weger é fatto di piante e segreti. Ci sono foglie che sanno di zucchero, ottime per farci la marmellata, cipolle che crescono appese per aria, verdure ed erbe rare come i crisantemi commestibili, le ciliegie piccanti, le carote gialle e viola e i pomodori green zebra, quelli che restano verdi anche se maturi. L’orto di Priska é un giardino delle meraviglie, un tripudio di colori, fragranze e sapori che assecondano ancora il ritmo delle stagioni, senza mai usare tecniche invasive e sostanze chimiche. Per visitare l’orto e assaggiarne i frutti bisogna andare in Alto Adige, al maso Oberhaslerhof dove si diventa contadini per un giorno insieme a Priska, che accompagna i suoi ospiti tra i sentieri di ghiaia del suo orto – che conserva ancora la forma originale che gli diedero i monaci nel XIV secolo – e dispensa consigli utili e dimostrazioni pratiche. oberhaslerhof.com
Immerso nel verde il The Inn at English Harbour, il piccolo resort italiano nella zona più esclusiva dell’isola di Antigua. Una casa padronale in perfetto stile coloniale e l’importante presenza di Massimo Calcagno, torinese doc, lo chef che ogni settimana accompagna gli ospiti in visita nell’orto, in cui -accanto alle verdure di stagione- sbocciano rigogliose le erbe aromatiche, i fiori e i frutti tropicali tipici dei caraibi. Da questa fusione di colori e sapori nasce una cucina inedita che combina cultura culinaria italiana con la ricca tradizione creola, mixando ingredienti e texture: il riso e le spezie, il pescato locale (barracuda, aragoste, king fish, cernie) la verdura fresca e la meravigliosa frutta tropicale. theinn.ag

Un premio speciale per la coltivazione alberghiera più particolare spetta, però, al Fairmont Royal York di Toronto, dove l’orto biologico e l’alveare sono sul tetto del grattacielo. fairmont.com

 

Barbara Micheletto Spadini


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